0 Flares 0 Flares ×

Il presidente USA Bush (che è ancora in carica, per quanto molti tendano ad esserselo dimenticato) starebbe pressando per l’impiego della seconda tranche del “TARP” (Troubled Assets Relief Program).

Il punto è che però in molti sono tutt’altro che soddisfatti dell’uso che è stato fatto finora della prima parte dei fondi del “piano di salvataggio” — 350 miliardi di dollari, certo non bruscolini.

Infatti, se era lecito che il piano avesse “maglie larghe” per evitare intralci burocratici, meno accettabile è la ridotta chiarezza non tanto sull'”a chi” vanno i soldi, ma soprattutto, su che uso questi ne fanno.

Un intervento di questo tipo da parte del governo è certamente straordinario, e quindi andrebbe assicurato che sia utilizzato per fare quella che potremmo chiamare “manutenzione straordinara. In altre parole: le risorse dovrebbero essere utilizzate per ristrutturare le aziende in difficoltà, non semplicemente per prolungare la solita operatività quotidiana. Salvare un’azienda e gettare soldi in un pozzo senza fondo sono cose diverse (certo, non siamo noi italiani a poter dare il buon esempio…).

Una critica comune è che non è stato ancora affrontato in modo concreto il problema del “moral hazard, l’azzardo morale, dato dal fatto che le perdite sono distribuite tra tutta la collettività, mentre i profitti rimangono privati, cosa che rischia di incentivare l’assunzione di rischi (e l’instabilità complessiva del sistema). Un aspetto che alcuni (soprattutto da noi) vorrebbero far affrontare dalle sanzioni penali: ma tenete presente che perché un sistema funzioni, deve essere il sistema nel suo complesso che tende ad andare verso una condizione ottimale. Se invece lo si fa “tirare da una parte” (moral hazard) e poi lo si cerca di puntellare in qualche modo, nel migliore dei casi si avrà un qualcosa che va avanti zoppicando.

Peraltro, va detto che non sarebbe poi così difficile ottenere risultati in questo senso: in realtà basterebbe pretendere una maggiore compartecipazione dal settore privato, o condizioni più sicure (e quindi anche più vantaggiose) per i prestiti concessi, cosa che peraltro potrebbe permettere anche di ridurre il peso dell’intervento sulle tasche dei contribuenti americani. Alcuni analisti hanno criticato il fatto che il magnate Warren Buffet è riuscito ad ottenere nel “suo” intervento in Goldman Sachs condizioni molto migliori di quelle del governo USA.

Bush secondo quanto riporta il Washington Post sarebbe intenzionato a forzare la mano al congresso, e far “rilasciare” la seconda tranche di aiuti al più presto. Una mossa che da un lato è sensata, in quanto ogni ritardo negli interventi può aggravare le crisi: certo che però questa eventuale mossa spiazza lo staff del presidente eletto Obama, che a questo punto rischia di perdere la possibilità di gestire i fondi del TARP.

Banche e Risparmio [http://banche.blogspot.com]
Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]
Banche e Risparmio ha cambiato indirizzo: aggiorna i tuoi link con il nuovo indirizzo www.banknoise.com!

banknosie.comcredit crisis,Economia,tarpIl presidente USA Bush (che è ancora in carica, per quanto molti tendano ad esserselo dimenticato) starebbe pressando per l'impiego della seconda tranche del 'TARP' (Troubled Assets Relief Program).Il punto è che però in molti sono tutt'altro che soddisfatti dell'uso che è stato fatto finora della prima parte dei...Opinioni e commenti su economia e finanza, investimenti e prestiti