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In molti si stanno in questi giorni accorgendo che l’intervento del governo che ha messo un “tetto” al 4% per i tassi dei mutui è un provvedimento di portata molto modesta. Il motivo? Semplice, la riduzione dell’Euribor ha neutralizzato i possibili effetti del provvedimento, che è così diventato inutile. Peraltro, va detto che la riduzione dei tassi era prevedibile e prevista, motivo per cui non mancano quelli che avevano bollato fin dall’inizio il provvedimento come una “presa in giro”, dato anche che questo ha una durata limitata e quindi quando i tassi torneranno a salire, verosimilmetne non sarà più in vigore.

Peraltro, devo ancora una volta sottolineare che personalmente ritengo lo spirito dell’intervento non condivisibile: è giusto aiutare le famiglie in difficoltà, ma va a penalizzare chi “aveva fatto bene i conti” (e aveva scelto un mutuo a tasso fisso) dato che vengono aiutati solo quanti avevano scelto un mutuo a tasso variabile, andando in direzione esattamente opposta a quella di creare una corretta cultura finanziaria, dove il rischio viene ponderato e valutato, creando invece una situazione di moral hazard, dove i comportamenti più a rischio sono incentivati, poiché “se le cose vanno male” i costi vengono sostenuti da altri. La soluzione di una crisi causata dalla sottovalutazione del rischio da parte della finanza non può essere l’incentivazione della sottovalutazione del rischio da parte dei consumatori.

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