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La crisi si fa sentire anche sui conti di Sony, che per la prima volta negli ultimi 14 anni probabilmente chiuderà in passivo un anno fiscale (a marzo).
Il dato che fa notizia è il crollo dei profitti nell’ultimo trimestre, calati del 95% rispetto all’anno precedente: un dato non trascurabile, contando che si tratta del trimestre di Natale, dove normalmente le vendite raggiungono i massimi livelli, e questo risultato ha probabilmente un valore determinante per il risultato annuale complessivo.
Dopo il caso di Volvo, che nel terzo trimestre aveva visto quasi azzerarsi gli ordini, si tratta di un’altro numero che “fa impressione”. Va però evidenziato che nel caso di Sony stiamo parlando di profitti, dove variazioni di questo ordine di grandezza possono essere considerate più “normali” (era già successo nel 2003, a causa della pressione della concorrenza).
Inoltre, va detto che ha giocato un ruolo anche l’andamento dei cambi dello yen contro l’euro ed in particolare il dollaro, dato che inevitabilmente una svalutazione del dollaro si traduce in un cambio meno favorevole per l’azienda, che quindi vede ridursi i ricavi, soprattutto considerato questa debolezza si è avuta al momento delle vendite, e non si è probabilmente protratta abbastanza per portare vantaggi anche dal lato degli approvvigionamenti.

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