Quanto sarà colpita dalla crisi l'Europa nel 2009?

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Quanto colpirà la crisi nel 2009? Una questione che preoccupa molti. Anche perché, va detto, la crisi finora è stata prevalentemente finanziaria, e solo da poco sta iniziando a palesarsi nell'”economia reale”. Personalmente mi pare anche il caso di evidenziare che non è del tutto corretto parlare di “trasferimento del contagio”, perché — per quanto stiamo parlando di una crisi che ha le sue radici nell’abuso di strumenti finanziari (come crescita ch la ha preceduta, però: ricordiamocelo) — è fisiologico che i mercati finanziari “anticipino” l’economia reale.

Le stime degli analisti indicano che la recessione in corso è probabilmente la peggiore degli ultimi 20 anni (quantomeno, peggiore di quella avutasi a cavallo del 1992 e 93), e sono concordi nell’indicare una contrazione dell’economia per il 2009, in una misura variabile tra il -2,5% e lo 0%. L’Economic Sentiment Index (ESI) per l’Unione Europea ha toccato i minimi dal 1985.

In questo contesto, bisogna prestare attenzione alle dinamiche dell’inflazione: infatti, nel 2008 l’inflazione è salita al 3,3%. Questo farebbe sospettare uno scenario di stagflazione, cioè un periodo di elevata inflazione e di recessione. In realtà, la chiave di lettura è diversa, perché il 2008 infatti è stato dominato da due trend ben distinti, per quanto riguarda l’inflazione:

  • La prima parte dell’anno è stata caratterizzata da inflazione in crescita
  • Gli ultimi mesi del 2008 hanno visto l’inflazione in discesa (a novembre 2,7%, a dicembre 2,2%).

Questo vuol dire che in “ottica 2009″ quello che interessa di più è il trend che è iniziato negli ultimi mesi: il che disegna uno scenario di “normale recessione“. Uno scenario preferibile rispetto a quello di una stagflazione o di una deflazione, dato che ci sono strumenti di politica economica e monetaria più consolidati per affrontarlo. Primo tra tutti il “classico” taglio dei tassi di interesse, per il quale la BCE ha ancora un po’ di spazio (certamente più della FED…).

Va detto che lo scenario deflazionistico non è del tutto da escludere, infatti le previsioni ipotizzano un’inflazione che, da qui all’estate, si avvicini lentamente a zero, forse fino a diventare leggermente negativa, ma dovrebbe essere un fenomeno mantenibile sotto controllo.

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