0 Flares 0 Flares ×

Iris, una di quelle che è stata tra le maggiori aziende in Italia nel settore della piastrella, chiuderà: è quanto ha deciso il consiglio di amministrazione nell’assemblea di inizio gennaio. La notizia ha avuto (meritatamente) un certo spazio sui quotidiani nazionali, in quanto è indubbiamente un fatto drammatico e doloroso, che colpisce duramente molti lavoratori.

Però permettetemi una considerazione, dato che nell’articolo di Repubblica si legge che “la crisi spazza via buoni e cattivi”: non è vero che Iris è un gioiello dell’economia italiana. Lo è stato, ma il passato nel business non conta nulla. Contano sempre e solo le prospettive future: ne avevamo parlato a proposito parlando del valore azioni, ma chiaramente il concetto è ovviamente applicabile alle aziende nel loro complesso, delle quali le azioni sono quote di proprietà.

Iris è un’azienda che opera in un settore che richiede investimenti molto elevati e produce margini ridotti. Il contrario di quello che un’azienda modello dovrebbe essere. Un’azienda la cui chiusura non può essere considerata una sorpresa, se è vero che negli ultimi due anni il fatturato è calato del 40%. In un’azienda dove i costi fissi hanno un ruolo importante, una situazione del genere è oggettivamente insostenibile.

Allora è per forza la fine di Iris delle aziende come lei? Non è detto. Però non basta dire che c’è stata una lunga storia secolare: serve avere le basi per avere un lungo futuro. A poco serve lamentarsi della globalizzazione: il punto molto spesso infatti non è neppure la concorrenza “in casa”, ma piuttosto il fatto che le aziende italiane perdono quote di mercato all’estero: e sinceramente non ci sono neppure molte argomentazioni protezionistiche con le quali sostenere che gli italiani hanno diritto a vendere in un mercato estero ma i cinesi (o chi per loro) no.

La chiave di volta per il rilancio è sempre e solo l’innovazione. Che però bisogna capirsi bene su cosa significa, perché non vuol dire (almeno, non solo) “comprare macchinari costosi” o “automatizzare”. Innovare vuol dire “fare qualcosa di nuovo”, cosa che spesso si può fare anche in settori “tradizionali”. O almeno, si potrebbe, se avessimo veramente quella italica creatività che ci auto-attribuiamo.

Quindi il punto è che serve avere idee per rinnovare i prodotti per renderli più attraenti per il mercato. Chiaramente “più attraenti per il mercato” può voler dire molte cose diverse: da aggiungere “valore simbolico” (il famoso design), ad un’innovazione nei materiali che permette nuove applicazioni o aggiunge funzionalità al prodotto.

Ma mettiamoci bene in testa una cosa, che per essere vincenti, che nel lungo termine vuol dire sopravvivere, serve “produrre valore”, non “lavorare tanto”.

PS: ovviamente (dato che poi c’è sempre qualcuno che tende a interpretare male) è bene sottolineare che questo post non deve essere interpretato come disinteresse per chi rischia di perdere il lavoro; ma i problemi degli ammortizzatori sociali e delle condizioni che permettono ad un’azienda di restare aperta sono due problemi diversi.

Banche e Risparmio [http://banche.blogspot.com]
Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]
Banche e Risparmio ha cambiato indirizzo: aggiorna i tuoi link con il nuovo indirizzo www.banknoise.com!

Comments

  1. Approvo ogni parola e aggiungo che purtroppo se gli investimenti in nuovi macchinari , più produttivi/automatizzati/meravigliosi eccetera si rilvelano successivamente sbagliati (il passo più lungo della gamba) chi dovrà pagare il conto?
    Pagherà forse il supermanager che ha dato il via al megapiano ma che nel frattempo è scapp..uscito con un megabonus?
    Come al solito saranno quelli che non hanno nessun potere non dico decisionale ma almeno di suggerimento:gli operai/impiegati!
    Saluti
    ang

  2. E’ vero che spesso i manager sbagliano, però credo bisogna sempre tenere ben distinta la buona e la cattiva fede.

    La malafede va punita, ovviamente, però eviterei discorsi troppo generalisti.

    Sennò, equivale a dire che se compro un tritacarne, e mi faccio male perché non è montato bene, bisognerebbe mettere in galera per tentato omicidio tutti gli operai che hanno lavorato alla catena di montaggio.

Comments are closed.