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Leggevo nei giorni scorsi alcuni articoli che sottolineavano come il “prossimo pericolo” sia quello di una crisi nei debiti contratti da parte dei privati: in altre parole, a questo punto della crisi economica, dopo le difficoltà finanziarie da parte delle banche (che ha portato diverse vicine al rischio di fallimento), c’è il rischio concreto che a “fallire” siano i privati, che non saranno in grado di ripagare i debiti contratti.

La domanda che però viene da farsi, di fronte ad un discorso di questo tipo, è se il debito dei privati sia un “nuovo” pericolo, o se non sia sempre lo stesso. Personalmente propendo per la seconda ipotesi: per quanto sia stato reso possibile da un modo di fare del mondo finanziario, la causa scatenante della crisi è proprio il debito dei privati, ed in particolare i famosi mutui “di seconda scelta”, i mutui subprime.

Soprattutto in USA, c’è stato negli anni un sistematico abuso del ricorso al credito personale, che però, ripeto: è stato favorito dal sistema finanziaro che ci guadagnava, ma in realtà faceva comodo a tutti in quanto permetteva di vivere “oltre le proprie possibilità”. Ed è questo il motivo, a mio parere, per il quale, nonostante vi fossero segnali dell’instabilità del sistema e crisi imminente non sono state prese adeguate misure preventive.

Insomma, il rischio di default dei privati non è certo una novità. Al limite, ma anche queste non sono novità di questi giorni, si può vedere una duplice evoluzione nella “crisi del debito dei privati”. La prima è che se inizialmente il “debito a rischio” era il mutuo (subprime), successivamente sono aumentati i default anche per i pagamenti tramite carta di credito così come i prestiti personali soprattutto per l’acquisto di auto (elemento che ha contribuito ad aggravare la crisi del settore auto). La seconda è un’ampliamento dei soggetti “a rischio”: contrariamente alla convinzione popolare, il maggior numero di default per i mutui subprime si ha avuto per soggetti di reddito medio-alto che hanno acquistato case dal prezzo di diverse centinaia di migliaia di dollari (il parlare di “vivere sopra le proprie possibilità” è assolutamente concreto), basti ricordarsi che il maggior numero di default si sono avuti in aree come quella di Orange County o Miami. Peraltro, questa demografia è uno dei motivi che hanno spinto a critiche verso il governo USA quando ha progettato interventi ai sosegni dei proprietari di case.

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