L'agnotologia, o lo studio dell'ignoranza "costruita"

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Avevamo già parlato del confusopolio, cioè la “conquista” del mercato grazie ad offerte complesse ed incomprensibili o quasi per il consumatore medio. Il tema dell’ignoranza, della mancanza di trasparenza, è chiaramene un tema di primaria importanza: anche in ambito finanziario, abbiamo più volte sottolineato che l’aspetto dell’informazione del consumatore è un fattore chiave per la “democratizzazione” della finanza.

Strettamente collegato a questo tema è quello dell'”ignoranza culturalmente costruita“. Ed è interessante il fatto che un articolo di Wired dedichi spazio allo studio di un ricercatore universitario americano, Robert Proctor, che ha “creato” una nuova materia, l’agnotologia (dal greco agnosis, ignoranza), definita come studio dell’ignoranza costruita volontariamente da specifici gruppi di interesse e sopprimere la verità.

L’aspetto interessante infatti è che contrariamente a quel che si può pensare negli ultimi anni l’ignoranza è cresciuta. E spesso le cause sono azioni volontarie: l’esempio che fa Proctor è quello che circa un quarto dei Texani prima delle elezioni erano convinti che Obama fosse musulmano — una voce probabilmente diffusa con spesa ed impegno da parte dei gruppi avversari, nel tentativo di renderlo “antipatico” agli elettori.

Ed evidenzia un aspetto interessante della crisi finaniziaria: gli strumenti di diversificazione del rischio sono stati usati non tanto per ridurre il rischio, quanto piuttosto per nasconderlo. Una riflessione interessante, che pone ancora una volta l’accento sull’esigenza di migliorare la trasparenza del sistema.

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  • agnotologia

2 pensieri su “L'agnotologia, o lo studio dell'ignoranza "costruita"”

  1. Leggo quotidianamente il tuo blog e ti faccio i miei complimenti per l’attenzione ai fatti (e a smontare i non fatti) e la rarissima lucidità e chiarezza (anche per i non addetti ai lavori) che hai nel trattare i diversi temi.

    Posizioni sempre basate su fatti, ragionamenti, conoscenza della materia e mai ideologiche.

    Bravo!

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