I BOT al rendimento minimo storico: attenzione a cosa vuol dire

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I BOT, nell’ultima asta hanno raggiunto il rendimento minimo storico: appena l’1,84% per quelli annuali. Non è un dato inatteso: abbiamo parlato dei Titoli del Tesoro USA che hanno raggiunto un rendimento pari a zero.

Si tratta però di un dato che però, almeno è la mia impressione, è interpretato in modo errato da molti.

  • Il fatto che i BOT rendano poco non vuol dire che vadano male: piuttosto il contrario. Come avevamo spiegato un po’ di tempo fa, i BOT vengono emessi con meccanismo d’asta e pertanto maggiore la domanda e minore è il rendimento. Piuttosto, il dato indica che gli investitori si fidano poco degli investimenti alternativi (es. le azioni) e quindi sono disposti ad accettare anche rendimenti minimi pur di poter mettere i loro soldi in un luogo percepito come sicuro.
  • La ridotta rendita dei BOT non è un danno per i cittadini. O meglio, è indubbiamente un fatto negativo (nel breve termine) per chi intendeva acquistare BOT o è in possesso di titoli di stato, dato che potrebbe assistere ad una loro svalutazione (anche se a livelli verosimilmente contenuti, molto più che in USA). E’ invece un vantaggio per lo Stato, e quindi i contribuenti, in quanto il costo del debito diminuisce. Spannometricamente, lo Stato (che poi saremmo noi) ha incamerato circa 100.000 Euro in più (l’asta riguardava BOT per 13 miliardi di Euro, e la flessione rispetto all’asta precedente è stata di 0,793 punti). Non sono molti, ma si tratta di un guadagno, non di una perdita.

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