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Sono in molti a chiedermi se c’è un rischio di default per l’Italia. In realtà va tenuto presente (si pensi, con le dovute differenze, al caso dell’Islanda) che perché si abbia un default di uno stato, in genere devono concorrere tre fattori:

  • Elevato debito pubblico;
  • Deficit di bilancio consistente;
  • Moneta debole, soggetta a fluttuazioni e sensibile alle speculazioni: infatti una svalutazione della moneta locale ha un effetto moltiplicatore sul debito contratto in valuta estera.

Se nel caso dell’Italia è indubbio il primo fattore e in parte il secondo (dato che il deficit — quello “annuale”, per capirci — è elevato ma non stratosferico), è altrettanto vero che l’Italia può contare su una moneta decisamente solida. Per dare un giudizio sintetico, se è vero che se l’Italia avesse ancora la vecchia Lira l’ipotesi di default sarebbe da considerarsi più che concreta, dato che l’Italia adotta l’Euro non subisce gli effetti di moltiplicazione del debito che si avrebbero con una moneta “debole”.

Si tratta di effetti che non sono trascurabili, anzi sono forse i primi fattori nella causa di un default, poiché in caso di svalutazione repentina della moneta non è impossibile trovarsi con debiti che sono improvvisamente raddoppiati, spingendo sulla strada del default.

Partendo da questo presupposto, lo scenario di default dell’Italia personalmente mi pare al momento improbabile nell’immediato, anche considerando che l’Euro probabilmente è destinato a rafforzarsi sul dollaro, comportando quindi una riduzione del costo effettivo del debito italiano in valuta americana.

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Comments

  1. Perché uno stato vada in default conta solo ed unicamente un fattore: l’indebitamento in valuta estera. Altrimenti la propria banca centrale metterà da parte gli indugi e fornirà tutto il contante necessario. Il risultato di tutto ciò è l’iperinflazione.

    Tuttavia il default è l’incapacità di far fronte ai propri pagamenti; ma anche senza in “default”, uno stato può finire nella condizione di non essere più in grado di svolgere “adeguatamente” il proprio ruolo, non essendo più in grado di acquistare beni e servizi essenziali sui mercati internazionali utilizzando la propria (ultra-svalutata) moneta.

    Per l’Italia l’EURO è una specie di mezza moneta straniera. Cosa decideranno gli altri paesi europei se la situazione finanziaria del nostro stato si deteriorasse (ovvero, se non fossimo più in grado di coprire il nostro deficit) ? Ci lascierebbero affondare, acquisterebbero titoli del nostro debito pubblico (pesando sulle loro finanze), o chiederebbero al BCE di farlo (accettando il contraccolpo di inflazione) ?

    Se avessimo ancora la lira, probabilmente il 3 e qualcosa percento di inflazione del 2008 ci parrebbe una manna….

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