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Inizia il nuovo anno, e come sempre è periodo di buoni propositi. Allora vorrei iniziare con argomento “extra-economico” e una provocazione (fino ad un certo punto), e lanciare l’idea di abolire i “diritti umani”. Non si tratta di una boutade fine a se stessa però.
L’idea che “tutti hanno diritto a tutto” è piacevole e comoda, ma non chiarisce un aspetto tutt’altro che secondario: chi deve garantire le cose a cui tutti hanno diritto. O meglio, vengono rinviati a soggetti incorporei come “la società”, che diventa così anche la causa di tutti i mali. Stai male? La sociegà ha il dovere di curarti. Ti droghi? E’ la società che spinge a farlo. Rubi? Sempre colpa della società.

Se invece buttassimo in mare l’idea dei diritti umani, e iniziassimo a parlare di doveri umani, le cose avrebbero se non altro il pregio di essere più chiare. Mettiamo da parte il “diritto alla vita” e discutiamo del “dovere di tutelare la vita”; niente “diritto all’istruzione”, ma “dovere di istruire”.

Un approccio che a mio parere ha un grosso vantaggio che può essere visto in duplice prospettiva:

  1. Si attribuiscono delle responsabilità specifiche, cioè oltre a dire “cosa deve esserci” si dice anche “chi lo deve fare”. Una questione secondaria, ma neanche troppo, dato che è proprio quello poi il punto dove tutto si blocca e alla fine succede che non funziona più niente, dato che poi i diritti rimangono “insoddisfatti” e quindi al massimo possono genereare solidarietà o compassione in chi non riesce a farli valere.
  2. L’accento sulla responsabilità, in questo modo, dovrebbe valere per ciascuno di noi. Non sarebbe un mondo migliore se ciascuno di noi iniziasse a prendersi le sue responsabilità, anziché cercare sempre di scaricare sulla “società”? La società è alla fin fine la somma di singoli individui, e non può aver caratteristiche diverse dalla somma di quelle degli individui che la compongono.

Si può obiettare che in realtà i doveri ci sono già e sono le leggi, vanno solo sistemate meglio. In realtà però io sto parlando di un approccio mentale diverso, in cui le cose non “cadono dall’alto”, ma in cui ciascuno si impegna per migliorare.

Anche a partire dalle piccole cose, e volendo l’idea può essere anche vista nel senso di “aiutati che il ciel ti aiuta”. Facendo un esempio “economico-finanziario”, trovo assurdo che ci sia gente che si vanta di essere completamente ignorante in materia di economia e finanza, e poi si lamenta perché si sono accorti di essersi trovati in mano mutui/titoli/prestiti che convenivano alla banca più che a loro.

Pensateci. Buon 2009.

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