Tassi di interesse "reali" negativi per le banche centrali? Non proprio…

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Negli ambienti finanziari circola una considerazione interessante: infatti secondo alcuni analisti già ora saremmo di fronte a tassi delle banche centrali addirittura negativi in termini reali. Insomma, di fatto si sarebbe già oltre la “politica dei tassi zero” (la cosiddettà ZIRP: Zero Interest Rate Policy).

Infatti confrontando i tassi di interesse delle banche centrali rispetto ai dati dell’inflazione, avremmo risultati “in rosso”. Ad esempio, in ottobre il tasso interesse era (tra l’8 e il 29 del mese) all’1,5%, mentre il tasso di inflazione in USA era pari al 3,66% circa. E quindi il tasso “reale” era -2,16%.

Un ragionamento interessante, ma che però parte da un equivoco. Infatti, per quanto sia il tasso di inflazione che quello di interesse siano entrambi riferiti a “ottobre 2008″, in realtà non sono riferiti allo stesso periodo di tempo, e quindi il confronto è privo di significato.

Infatti, l’inflazione a ottobre 2008 è riferita al periodo (annuale) che finisce ad ottobre 2008, mentre il tasso di interesse è riferito ai prestiti che iniziano ad ottobre 2008. In altre parole, mentre uno è di fatto riferito al periodo 2007-2008, l’altro è riferito al periodo 2008-2009.

Per fare confronti significativi e fare dei ragionamenti è necessario utilizzare innanzi tutto dati tra loro confrontabili, e quindi riferiti allo stesso periodo. Ad esempio potrebbe aver senso utilizzare invece i valori mese su mese, anziché anno su anno, che però dipingono uno scenario completamente diverso in cui i prezzi in USA sono diminuiti da luglio ad oggi.

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