Le ragioni della diminuzione del prezzo del petrolio

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Nei giorni scorsi ho notato alcuni distributori low-cost che iniziano a proporre il diesel a meno di 1 Euro/litro, e l’occasione è quindi buona per tornare sulla discesa del prezzo del petrolio. Finora infatti abbiamo parlato delle cause “macroeconomiche” di questo crollo dei prezzi che, come abbiamo già scritto, possiamo da questo punto di vista ricondurre fondamentalmente a tre elementi:

Val la pena però entrare un po’ più in dettaglio anche sull’evoluzione della domanda di petrolio, dato che la cosa ci può dare qualche spunto di riflessione.

  • La domanda di carburanti è diminuita: quantificare “di quanto” non è immediato ma è noto che la domanda di trasporti è scesa (pensate al calo record di ordinazioni per Volvo Trucks), e quindi i TIR e i camion percorrono, complessivamente, meno strada. Per fare un conto con numeri “a caso”, giusto per dare un’idea di come si arriva in fretta a grossi numeri, se in Italia, ci sono 10.000 TIR che ogni giorno fanno 500 Km in meno, e sapendo che un TIR fa poco più di 3 Km con un litro di carburante, vuol dire 3.000.000 di litri di gasolio al giorno richiesti in meno. Tradurre questo numero in “barili di petrolio” non è automatico dato che per avere un litro di gasolio serve più di un litro di greggio però, sempre per avere una sensazione delle dimensioni del fenomeno, possiamo stimare che sia un valore tra l’1 e il 5% delle importazioni di petrolio in Italia (che sono di circa 2.000.000 di barili al giorno).
  • La domanda di energia è diminuita, dato che molte fabbriche — e specialmente quelle prettamente industriali, più energy intensive — hanno ridotto la produzione (a ottobre la produzione industriale è scesa del 6,9% rispetto al 2007, secondo i dati ISTAT). Tradurre in numeri qui è un’impresa difficile, per comodità di ragionamento, si può supporre che l’impatto sulla domanda di energia sia proporzionale alla discesa della produzione.
  • È diminuita anche la domanda di altri derivati del petrolio, come le materie plastiche: si tende infatti a dimenticare che il petrolio non serve solo a fare carburanti, ma ha tra i suoi derivati anche altri tipi di prodotti. Per quanto sia una percentuale minoritaria, non è irrilevante (stiamo, in pratica, parlando dell’industria petrolchimica) e aggiunge valore alla materia prima. Sul tema di petrolio e plastica ci sono alcuni approfondimenti interessanti da fare, ma li rinviamo ad un prossimo post dedicato.

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2 pensieri su “Le ragioni della diminuzione del prezzo del petrolio”

  1. Giusto per correttezza:
    500km in meno per 10.000 TIR sono 5.000.000, diviso 3km/l sono meno di 1.700.000 litri di gasolio. Un barile di greggio sono 159litri.

    Se per assurdo tutto il greggio fosse trasformato in gasolio (cosa non vera comunque, il rapporto è di molto inferiore al 50%), avremmo che per la sola italia vengano prodotti circa 10.000 barili in meno rispetto a prima.

    I 2.000.000 di barili, se non confermati da qualche fonte, mi sembrano piuttosto improbabili.

    Tra l’altro, se fosse vero, seguendo il link qui sotto, ciò significherebbe che l’opec ha deciso di tagliare la produzione di petrolio (circa 4milioni di barili al giorno) solo per i tir che circolano in italia e qualche altro stato europeo :)

    http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE4BG0B720081217

  2. Scusa, mi accorgo che dal post non è chiaro, rileggendolo. I tuoi conti sono giustissimi: però i 2.000.00 di barili non sono “la diminuzione”, ma le importazioni giornaliere di petrolio in Italia.

I commenti sono chiusi.