La FED cerca nuove strade per frenare la recessione USA

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Ora che i tassi della FED sono all’1% rimane molto poco spazio di manovra per un ulteriore taglio dei tassi. E’ sempre più verosimile che i tassi in USA verranno portati a zero nel 2009, per combattere lo spettro della deflazione. Anche se rimane qualche dubbio che una politica così aggressiva dei tassi sia realmente vincente in uno scenario di questo tipo. Una politica che oltre che lasciare poco spazio di manovra, si espone al pericolo della cosiddetta “trappola della liquidità” che ne minerebbe l’efficacia.

Per questo motivo le autorità finanziarie americane stanno cercando ulteriori strade da percorrere. Ma quali sono queste strade? La prima è stata indicata ieri dal presidente della FED, Bernanke, e cioè l’acquisto diretto di titoli del Tesoro emessi dal governo USA. Il senso sta principalmente nel fatto che se aumenta la domanda di questi titoli, poiché solitamente emessi “a sconto”, il rendimento diminuisce. Di conseguenza gli investitori sono in questo modo spinti verso il mercato azionario.

Ma ci sono ulteriori possibilità, ipotizzate dagli economisti. Ad esempio iniziare a prestare moneta non solamente al sistema finanziario ma anche a quello industriale, di fatto ad abbassare il costo del denaro per questi soggetti ed incoraggiandone gli investimenti.

In questo scenario, che si sta facendo sempre più complesso, sembra ormai inevitabile che il governo USA dovrà intervenire con un intervento fiscale per incentivare gli investimenti, e probabilmente dovrà accollarsi una maggior fetta dei “titoli a rischio”, per ridare stabilità all’economia. Interventi che però avranno un peso notevole sulle casse dello Stato, con inevitabili conseguenze a medio-lungo termine.

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