Islanda, colpa solo delle banche? Non proprio…

0 Flares 0 Flares ×

Su Corriere.it c’è un articolo del 16 dicembre sulle difficoltà che sta passando l’Islanda. Come ben saprete, l’Islanda sta subendo in modo massiccio la crisi finanziaria, per motivi di cui abbiamo già parlato.

C’è però una frase che merita una riflessione “per arricchirsi i nostri banchieri hanno ipotecato il popolo“. Per certi versi è forse comodo pensare che a guadagnare dalle speculazioni siano stati solamente i banchieri, ma l’Islanda è il caso più evidente che questa è una visione quantomeno parziale. Ad arricchirsi grazie alla “finanza creativa” è stato l’intero paese, non solo direttamente grazie alla possibilità di investire in modo favorevole (nel breve periodo), ma anche per tutto l’indotto (posti di lavoro con stipendi sopra la media nel settore finanziario e collegati), o anche per condizioni dei cambi che consentivano di acquistare prodotti di importazione a costi molto favorevoli, se confrontati con il costo della vita.

È facile dire adesso che le cose vanno male “bisognava imporre controlli più rigorosi”. Il punto però è che questi controlli, queste limitazioni, andavano poste quando le cose sembravano andare bene: e ho qualche dubbio che in molti avrebbero rinunciato di buon cuore agli standard di vita che l’assenza di questi controlli permetteva.

Il che ovviamente non vuol dire che i controlli non vadano fatti e le regole vadano ben scritte e altrettanto bene fatte rispettare. Ma serve che tutti siano disposti a non sacrificare il lungo periodo per il breve, altrimenti le regole è difficile farle…

Banche e Risparmio [http://banche.blogspot.com]
Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Banche e Risparmio ha cambiato indirizzo: aggiorna i tuoi link con il nuovo indirizzo www.banknoise.com!

Un pensiero su “Islanda, colpa solo delle banche? Non proprio…”

I commenti sono chiusi.