In USA sintomi concreti di "trappola della liquidità"

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Il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve non convince tutti. Infatti la ZIRP “Zero Interest Rate Policy” comporta molti rischi di cadere nella cosiddetta trappola della liquidità, in altre parole di rendere conveniente detenere asset sotto forma di moneta, anziché investire, drenando però così risorse dal sistema, e di fatto ottenendo risultati opposti a quelli desiderati.

Il paragone “classico” è con il Giappone, che proprio con misure quali la riduzione dei tassi a quasi-zero ha affrontato la crisi che lo ha travolto nel 1997, con il risultato di non riuscire a frenare l’avvio di uno scenario di deflazione e stagnazione, durato ben dieci anni. Chiaro che si tratti di una prospettiva che non piace a nessuno.

In USA si può riconoscere già qualche sintomo di “trappola della liquidita”: innanzi tutto le sempre maggiori difficoltà del mercato dei pronti contro termine. Infatti, manca quasi del tutto la convenienza a prestare, cosa che potrebbe comportare grosse difficoltà di liquidità per chi usa questi strumenti appunto per gestire la liquidità. Michael Cloherty, della Bank of America, ha dichiarato al Financial Times che è molto vicino il punto in cui i danni strutturali causati da interessi così bassi supereranno i vantaggi in termini di politica monetaria.

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