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L’Italia sembra essere un paese in cui le regole non valgono. Già, perché in teoria uno sciopero come quello di ieri, che ha bloccato sia treni che mezzi pubblici sarebbe vietato. Senza contare Alitalia, di cui oramai è diventato perfino fastidioso parlare.

Infatti, in materia di trasporto pubblico la legge vieta gli scioperi “concomitanti”, per tutelare il diritto di mobilità dei cittadini. Solo che ieri ci si è inventati lo sciopero unitario: così, dato che lo sciopero dichiarato è stato uno solo, la legge è stata prontamente aggirata.

Senza voler nulla togliere al diritto di un trattamento equo dei lavoratori, devo ancora una volta inserirmi tra quanti hanno sempre meno fiducia nei sindacati, che continuano a perseguire interessi che oltre a non essere quelli della collettività (ma questo è comprensibile, essendo per definizione “di parte”) non sono forse neppure quelli dei lavoratori.

Perché diciamo che non si stanno facendo gli interessi dei lavoratori? Il motivo è molto semplice: uno dei motivi che contribuisce a creare “sfiducia” da parte dei cittadini nei confronti dei trasporti pubblici è proprio la loro inaffidabilità, che è certamente dovuta a carenze strutturali delle aziende di trasporti, ma anche al fatto che c’è la percezione che le esigenze dell’utente siano l’ultimo dei problemi. Detto chiaramente, come si può pensare che i pendolari siano motivati ad usare i mezzi pubblici, pagando magari abbonamenti non sempre economici, sapendo anche che non c’è alcuna certezza che quando ne avranno bisogno, potranno usufruirne? Al contario, la frequenza con cui il servizio viene interrotto a causa di scioperi è oggettivamente tutto tranne che un incoraggiamento. Non ne beneficerebbero i lavoratori, se il loro lavoro fosse percepito dagli utenti come un reale servizio pubblico?

Anche perché il tema del trasporto pubblico è di primaria importanza, dato che coinvolge problematiche strategiche per la comunità, come l’inquinamento e il traffico (con i conseguenti incidenti stradali), e meriterebbe che vi fosse una volontà strategica di promuoverlo da parte di tutti.

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