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Alcuni commentatori sostengono che il recente rafforzamento del dollaro sia dovuto almeno in parte al fatto che i mercati stanno “anticipando” la fine della presidenza Bush negli USA, che per una molteplicità di cause certamente non passerà alla storia come un momento di fulgore per l’economia americana (c’è già chi scommette che gli storici lo etichetteranno subprime president).

Certo è che l’elezione di Bush nel 2000 può essere fatta coincidere con l’inversione del trend nel cambio dollaro-euro, con la moneta USA che da lì in poi si è costantemente indebolita, fino a poche settimane fa.

Il grafico (che riporta il cambio USD-EUR, e le date delle elezioni e dell’inizio dei mandati presidenziali) è quantomeno indicativo in questo senso.


Cambio USD/EUR [Nota: il grafico è l’inverso al EUR/USD solitamente usato, in modo da rappresentare in modo più intuitivo la svalutazione del dollaro]

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. leggendo il grafico si capisce che, tendenzialmente, dall’elezione all’insediamento il dollaro si è sempre rafforzato, o sbaglio

  2. Il grafico è il cambio USD/EUR, non EUR/USD: in effetti è l’inverso di quello che si usa solitamente quando si parla del cambio, ma rendeva meglio l’idea del post.

  3. Io personalmente mi aspetto che il dollaro non scenda ancora molto, adesso c’è stato un movimento molto veloce verso il “rimpatrio” di molto capitale, che ha fortemente influenzato i cambi, ma non direi che il rafforzamento del dollaro cui abbiamo assistito sia un trend destinato a durare.
    Personalmente la mia idea è che i prossimi due-tre mesi saranno dominati da molta volatilità, ma senza trend solidi.

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