Borse ancora in rosso, capiamo perché

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Le borse europee hanno oggi segnato risultati decisamente negativi. Dati che sembrano smentire chi vede i tagli degli interessi da parte delle banche centrali come la panacea di tutti i mali della finanza. Questo vale soprattutto per quanto sta avvenendo in USA, con la FED che ha portato i tassi all’1% — i tassi della BCE possono essere considerati ancora a livelli “sostenibili”.

Da cosa sono causate le perdite di oggi? Proviamo a dare una risposta:

  • In Italia, pesa il crollo di Intesa SanPaolo conseguente, oltre che ai risultati inferiori alle attese, anche alla scelta di non distribuire dividendi. Per quanto gli azionisti non abbiano preso bene questa scelta, a me personalmente pare un segnale di serietà: anzi, val la pena ricordare come più di >qualcuno abbia suggerito che vietato distribuire dividendi per un certo periodo, per dedicare piuttosto quelle risorse a fondi alla costituzione di riserve ed alla ricapitalizzazione.
  • In generale, soprattutto lato USA, pesa la pesante crisi di General Motors, Ford e Chrysler, che per quanto come peraltro tutto il settore dell’automotive sia in sofferenza, sono probabilmente penalizzate da strategie aziendali troppo “vecchie” — GM per esempio è “sotto accusa” per avere ben 11 marchi, contro i 4 della Toyota — che non ha permesso di sfruttare adeguatamente le possibili economie di scala. Il punto però è che General Motors, Ford e Chrysler, i tre colossi di Detroit hanno un indotto che secondo alcune stime coinvolge circa 3 milioni di persone, e costituisce probabilmente qualcosa intorno al 4% del PIL USA. Inevitabili le ripercussioni sui mercati.
  • Inoltre, il provvedimento di salvataggio delle banche realizzato dal governo USA si sta rivelando inadeguato, con AIG che ha ottenuto un ulteriore aiuto dal governo USA, ma anche FannieMae ha registrato perdite record (29 miliardi di dollari nel solo terzo trimestre) e i 100 miliardi di dollari di aiuto ricevuti potrebbero essere insufficienti. Si conferma la critica che era stata fatta in principio: gli aiuti non hanno probabilmente posto l’adeguato accento sull’esigenza di risanamento.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Un pensiero su “Borse ancora in rosso, capiamo perché”

  1. Solo una precisazione: non è che abbia fatto la scelta di non distribuire dividendi.
    Ha fatto la scelta di non distribuire dividendi in contanti (anche se non è stato ancora ben chiarito se verranno distribuiti in azioni).
    Tecnicamente i “dividendi in azioni” neanche esistono e si tratta di una sorta di frazionamento.
    Da un altro punto di vista non si tratta nemmeno di un frazionamento visto che quello si può fare anche in presenza di perdite anziché di utili mentre il “dividendo in azioni” serve a dare visibilità agli utili.
    C’è un aspetto che non è stato sottolineato (non qui, quasi ovunque): lo strano sistema fiscale che abbiamo in Italia (e non solo) determina anche la tassazione delle PERDITE finanziarie perché se sulle azioni sei sotto di un 50% e prendi un 10% sui dividendi di fatto sei pesantissimamente sotto, ma le tasse sui dividendi le paghi lo stesso……
    Inoltre è stata una scelta praticamente obbligata considerato che il Core Tier 1 viene considerato molto importante dai mercati in questa fase e considerato che in altri paesi gli istituti bancari sono stati “dopati” dai soldi dei contribuenti di quei paesi.
    C’è però la possibilità concreta che l’anno prossimo il sentiment cambi radicalmente e che il non dare visibilità agli utili in denaro sia pure controproducente.
    Perché quel parametro potrebbe contare quanto contava fino a poco tempo fa: quasi niente.
    E perché è un parametro che ha molti punti deboli.
    Ci sono banche estere che si vantano di avere un Core Tier 1 solido come ci si potrebbe vantare di avere una casa al sicuro dagli incendi perché gli è stato regalato un estintore antincendio.
    Il punto però è che se hai un bimbo piromane in casa puoi anche avere l’estintore, ma sarà sempre meno sicura di una casa senza estintore e senza un bimbo piromane…..
    E bisogna vedere a che punto saranno i vari istituti dopo che saranno finite le svalutazioni.
    Un carissimo saluto ed un’annotazione: è un saluto fatto con molta stima, quando ho tempo per leggere i blog seguo con estrema attenzione quello che scrivi per questo mi è venuto istintivo puntualizzare su quel “scelta di non distribuire dividendi” scritto in grassetto senza aggiungere “in contanti” mentre non si sa SE avverrà in altro modo.
    Non è un voler fare le pulci, tutt’altro, è un voler integrare.
    E la qualità che esprimi scrivendo è talmente elevata che è raro aver modo di integrare.
    Complimenti davvero.

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