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Torniamo di nuovo sul tema dei mutui, per approfondire l’aspetto dei tassi a cui vengono indicizzati i mutui. Come evidenziato in passato, la banca cerca di minimizzare il rischio cui si espone quando presta dei soldi. Un atteggiamento necessario, dato che abbiamo visto come la sottovalutazione del rischio abbia portato a conseguenze decisamente nefaste.

L’implicazione è che il tasso che viene preso come riferimento nella determinazione dell’interesse da applicare nella concessione di un mutuo.

  • I mutui a tasso variabile sono indicizzati al tasso Euribor, solitamente con uno spread relativamente basso che incorpora solo il rischio di insolvenza da parte di chi riceve il prestito, perché per la banca non comporta altri rischi dato che eventuali variazioni del tasso (che per semplicità può essere considerato quello a cui la banca si fa “veramente” prestare i soldi).
  • I nuovi mutui indicizzati al tasso BCE hanno uno spread maggiore, dato che la banca deve considerare anche il rischio che il tasso a cui lei si fa prestare i soldi subisca variazioni o scostamenti significativi da quello della BCE.
  • I mutui a tasso fisso sono indicizzati al tasso EurIRS, European Interest Rate Swap, che è il tasso di interesse al quale le banche ottengono gli swap, cioè i contratti a copertura del rischio derivante dalla variazione dei tassi di interesse per la durata del mutuo, più uno spread.

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