Ulteriori tagli dei tassi possibili, ma c'è già chi teme una possibile iper-inflazione

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Dopo il taglio del 29 ottobre, che ha portato i tassi all’1%, la FED ha lasciato trapelare che sono possibili nuovi tagli dei tassi di interesse, se continuassero a persistere i segnali negativi per la crescita economica. In particolare, se il mercato finanziario non darà segni di ripresa entro dicembre, è possibile un ulteriore taglio di mezzo punto. Insomma, i tassi potrebbero avvicinarsi molto allo zero.

Questa politica di taglio dei tassi però comporta qualche rischio. Innanzi tutto, segue la stessa politica che la FED ha seguito nell’assecondare il crearsi di una bolla immobiliare e finanziaria, politica che è stata messa pesantemente sotto accusa perché ha più o meno volontariamente alimentato queste “bolle”.

Inoltre il timore è quello che scatti la cosiddetta “trappola della liquidità“, ipotizzata dalle teorie macroeconomiche, che avrebbe come effetto il fatto che le politiche monetarie, in condizioni di tassi estremamente bassi, diventerebbero inefficaci, e quindi non in grado di sostenere l’economia. Di contro, tassi di interesse bassi non permetterebbero di controllare l’inflazione, portando così ad una situazione di stagflazione. Mantenendo questa politica, diversi analisti temono si vengano a creare le basi per una “iper inflazione”. In realtà, parlare di iperinflazione non è forse esattamente appropriato (l’iperinflazione è oggettivamente un’altra cosa), ma piuttosto quella che si potrebbe venire a creare è un’inflazione “a due cifre”, in stile anni ’80. Certamente, non subito: uno scenario del genere è piuttosto ipotizzato per il 2010.

Uno scenario sicuramente pessimistico: purtroppo, però, sembra che finora gli scenari pessimistici “ci abbiano indovinato“.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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