0 Flares 0 Flares ×

Avevamo detto alcuni giorni fa che il problema principale delle banche europee è probabilmente che c’è il rischio che siano grosse per essere “salvate” dai singoli governi nazionali in caso di necessità. Necessità che, ripetiamo ancora, è piuttosto lontana, anche dato che la legislazione in materia bancaria europea è molto più rigida e limitante di quella americana — che spesso è stato visto come un impedimento all’investimento, ma oggi è sicuramente un punto a favore.

In ogni caso, sembrava un paio di giorni fa che la Francia volesse proporre la realizzazione di un fondo europeo “di emergenza”. L’idea di un progetto di un fondo di questo tipo (del quale era stata ipotizzata una dotazione di 300 miliardi di euro) è stata poi smentita, ma aveva fatto in tempo a suscitare critiche da parte di altri paesi (Germania in testa).

Per quanto è forse vero che un fondo europeo comporterebbe difficoltà di gestione — ma sarebbe anche ora che i problemi politici ed economici comuni fossero trattati a livello europeo, smettendo di ridurre l’Europa ad un fatto puramente burocratico — è indubbio che è necessario che vadano quantomeno individuati dei sistemi di azione coordinata ed integrata tra i vari Paesi.

Banche che hanno una parte rilevante della propria attività in più di un paese europeo sono un problema comune, ed andrebbe affrontato in modo comune. Inoltre, andrebbe garantita omogeneità di trattamento tra i vari paesi, anche per evitare distorsioni in ottica di mercato europeo, che magari non è nei pensieri del consumatore medio in questo momento, ma è un dato di fatto che dall’Inghilterra si sono levate proteste contro l’intervento del governo Irlandese a supporto delle banche nazionali in difficoltà, dato che atteggiamenti diversi dei vari governi possono creare distorsioni significative che alla fine della crisi si ripercuoteranno sui consumatori.

Il problema però è che sembra che finché non ci saranno le condizioni di una vera e propria emergenza, nessuno voglia prendersi responsabilità: il che è ovviamente un peccato perché l’adozione di adeguate misure preventive potrebbe invece evitare del tutto il verificarsi di un’emergenza.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Si ma l’Europa si dovrà anche rendere conto che la crisi per ora e’ costata realmente circa 600/650 miliardi di dollari , di questi circa 300 negli usa, 30/40 circa in cina (ma che sono stati già ripianati da ricapitalizzazioni) e quasi 300 in Europa ergo il problema e’ già europeo e da molto tempo malgrado quello che ci hanno raccontato alla tv , anzi per assurdo in Europa potrebbe diventare maggiore proprio il fatto di non essere una sola nazione e non poter contare quindi su uno stato unico come gli usa, e poi per come sono caratterizzate molte banche europee , alcune hanno interessi in piu’ paesi in quel asso ci potrebbero anche essere problemi sulla misura in cui deve intervenire ogni paese . Tutto questo potrebbe portare in caso di necessità ad una lentezza delle decisioni da prendere e delle conseguenti misure.

  2. Si ma l’Europa si dovrà anche rendere conto che la crisi per ora e’ costata realmente circa 600/650 miliardi di dollari , di questi circa 300 negli usa, 30/40 circa in cina (ma che sono stati già ripianati da ricapitalizzazioni) e quasi 300 in Europa ergo il problema e’ già europeo e da molto tempo malgrado quello che ci hanno raccontato alla tv , anzi per assurdo in Europa potrebbe diventare maggiore proprio il fatto di non essere una sola nazione e non poter contare quindi su uno stato unico come gli usa, e poi per come sono caratterizzate molte banche europee , alcune hanno interessi in piu’ paesi in quel asso ci potrebbero anche essere problemi sulla misura in cui deve intervenire ogni paese . Tutto questo potrebbe portare in caso di necessità ad una lentezza delle decisioni da prendere e delle conseguenti misure.

Comments are closed.