Quanto sono sicuri i PCT?

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I PCT sono un investimento sicuro? Fino a che punto? E’ una domanda che in molti si stanno ponendo in questi tempi di incertezza finanziaria, soprattutto in considerazione che questi investimenti non sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Credo che valga la pena approfondire l’argomento, che offre anche qualche spunto di riflessione. Per comprenderne il rischio, bisogna partire innanzi tutto da che cosa sono i PCT, i “Pronti Contro Termine”.

Un PCT è un contratto con cui un soggetto acquista dei titoli da una banca (o una finanziaria), che contestualmente si impegna a riacquistarli ad una data scadenza e ad un prezzo prefissato. La differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita è il guadagno del soggetto investitore, un guadagno certo — quantomeno, “non variabile” — dato che il prezzo di vendita è fissato al momento del contratto, e non è quindi soggetto a negoziazione al momento della vendita. In altre parole, l’andamento del titolo venduto (il “sottostante“) non influenza il prezzo a cui la banca riacquista i titoli.

I problemi potrebbero nascere qualora la banca non fosse in grado di onorare il proprio impegno, e riacquistare i titoli dall’investitore. Si tratta di uno scenario che è bene sottolineare improbabile, per quanto sia in questi giorni temuto da molti: come detto, non stiamo in questo caso parlando di investimenti che si svalutano, ma di una vera e propria insolvenza della banca.

Ipotizziamo comunque questo caso peggiore possibile. Cosa succederebbe? L’investitore si trova con un pugno di mosche in mano? In realtà, quel che succederebbe è abbastanza intuitivo se si scompone il contratto nelle sue due componenti logiche: la vendita dei titoli e la promessa di acquisto, quindi se la banca non riacquistasse i titoli dall’investitore sarebbe che l’investitore rimarrebbe con la proprietà dei titoli, in quanto sarebbe la banca che non è in grado di riacquistare i titoli.

Il valore di quello che rimarrebbe in mano all’investitore a questo punto dipenderebbe da qual’è il valore del titolo sottostante. In genere vengono utilizzati titoli dal valore abbastanza “stabile” — non tanto per fare un favore al cliente, ma per evitare poi di riacquistare titoli a valori troppo diversi da quelli di mercato. Per dare un’idea, alcuni PCT hanno come sottostante dei BOT, per cui si possono considerare pienamente tutelati anche nello scenario peggiore. In altri casi, possono esserci obbligazioni di vario tipo: in questo caso, dipende da chi ha emesso queste obbligazioni, e dal valore che queste hanno sul mercato.

In ogni caso, a prescindere dai rischi effettivi, l’occasione è buona per sottolineare come sia opportuno prestare attenzione ai sottostanti dei vari contratti che la banca propone perché, come sottolineavano anche alcuni lettori in qualche commento, è proprio lì che si nascondono le insidie maggiori per i risparmiatori, soprattutto in investimenti che contrariamente ai PCT hanno margini di variabilità, poiché c’è il rischio che il risparmiatore non sappia in che cosa sta investendo.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

23 pensieri su “Quanto sono sicuri i PCT?”

  1. Credo che sei arrivato ad una conclusione errata, nel pct c’e’ un acquisto a pronti e una vendita a termine, due operazioni concluse nello stesso momento, se la banca a termine non può economicamente sostenere il riacquisto dei titoli comunque ne entra in possesso, a questo punto il cliente può solo insinuarsi nel passivo della banca come un qualsiasi creditore .I titoli sottostanti sono una garanzia per la banca,infatti in caso di fallimento dell’ emittente la banca deve comunque riacquistare i titoli a termine . Inoltre i Pct non rientrano nella tutela della cassa depositi come i conti correnti .

  2. Credo che sei arrivato ad una conclusione errata, nel pct c’e’ un acquisto a pronti e una vendita a termine, due operazioni concluse nello stesso momento, se la banca a termine non può economicamente sostenere il riacquisto dei titoli comunque ne entra in possesso, a questo punto il cliente può solo insinuarsi nel passivo della banca come un qualsiasi creditore .I titoli sottostanti sono una garanzia per la banca,infatti in caso di fallimento dell’ emittente la banca deve comunque riacquistare i titoli a termine . Inoltre i Pct non rientrano nella tutela della cassa depositi come i conti correnti .

  3. Scusate, ma non esiste il Fondo di garanzia che garantisce il cliente fino a 103.000 euro, oppure in caso di fallimento si è nella posizione di creditore di quella banca?
    Grazie e saluti

  4. Scusate, ma non esiste il Fondo di garanzia che garantisce il cliente fino a 103.000 euro, oppure in caso di fallimento si è nella posizione di creditore di quella banca?
    Grazie e saluti

  5. Il fondo garantisce i conti correnti non garantisce ad esempio un operazione di Pct. Quindi in caso di fallimento della banca c’è la garanzia del Fondo . Considerate poi che i 103.000 euro sono per ogni depositante, quindi in caso di conto cointestato la garanzia operante sarà 103.000 euro per ogni cointestatario . Puoi leggere quello che ho scritto proprio oggi sul mio blog soldiebanche.blogspot.com/

  6. Il fondo garantisce i conti correnti non garantisce ad esempio un operazione di Pct. Quindi in caso di fallimento della banca c’è la garanzia del Fondo . Considerate poi che i 103.000 euro sono per ogni depositante, quindi in caso di conto cointestato la garanzia operante sarà 103.000 euro per ogni cointestatario . Puoi leggere quello che ho scritto proprio oggi sul mio blog soldiebanche.blogspot.com/

  7. scusate, allora se la banca non può sostenere il riacquisto dei titoli concordato cosa succede al risparmiatore che ha stipulato il pct? cosa significa “il cliente può solo insinuarsi nel passivo della banca” perde i soldi?
    siate più chiari

  8. scusate, allora se la banca non può sostenere il riacquisto dei titoli concordato cosa succede al risparmiatore che ha stipulato il pct? cosa significa “il cliente può solo insinuarsi nel passivo della banca” perde i soldi?
    siate più chiari

  9. Se la banca fallisce , perchè stiamo parlando di questo malagurato e spero non avverabile caso il cliente con il pct diventa un creditore della banca e quindi s’insinuerà nel passivo della banca come un qualsiasi creditore ed in parole povere si dividerà la torta che e’ rimasta post fallimento con gli altri creditori. In pratica di questi tempi e’ uno strumento meno tutelato del conto corrente, se poi vi fidate ciecamente della vostra banca allora non dovete preoccuparvi, ma considerate che se avete un pronti presso la banca Pincopallo in caso di fallimento siete praticamente equiparati ai possessori di obbligazioni della banca Pincolpallo. Ora considerando che in questi giorni le obbligazioni bancarie non le vuole quasi nessuno non vedo perchè rischiare e fare un pronti. Spero di essere stata abbastanza chiara.

  10. Se la banca fallisce , perchè stiamo parlando di questo malagurato e spero non avverabile caso il cliente con il pct diventa un creditore della banca e quindi s’insinuerà nel passivo della banca come un qualsiasi creditore ed in parole povere si dividerà la torta che e’ rimasta post fallimento con gli altri creditori. In pratica di questi tempi e’ uno strumento meno tutelato del conto corrente, se poi vi fidate ciecamente della vostra banca allora non dovete preoccuparvi, ma considerate che se avete un pronti presso la banca Pincopallo in caso di fallimento siete praticamente equiparati ai possessori di obbligazioni della banca Pincolpallo. Ora considerando che in questi giorni le obbligazioni bancarie non le vuole quasi nessuno non vedo perchè rischiare e fare un pronti. Spero di essere stata abbastanza chiara.

  11. La “vendita a termine” è un impegno alla vendita. Civilisticamente, se il compratore è inadempiente sulla corresponsione del prezzo, il venditore può non consegnare l’oggetto. Certamente può essere un punto di vista “non scontato”, che può essere non immediato fare valere, ma è giuridicamente più che fondato.

    In ogni caso vi correggo su una cosa, i titoli sottostanti non sono certamente una forma garanzia per la banca: se faccio un PCT gli dò i miei soldi… che altre garanzie gli servono? Poi per una garanzia alla banca dovrei dare io qualcosa a loro, non il contrario: sennò sarebbe come se apro un mutuo e per garanzia la banca fa un’ipoteca sulla filiale… :-)

    In ogni caso, va detto per completezza che il discorso è in realtà abbastanza accademico, dato che molti PCT hanno come sottostante obbligazioni emesse della banca, ed in caso di ipotetico fallimento della banca non sarebbero certo un buon rifugio…

  12. La “vendita a termine” è un impegno alla vendita. Civilisticamente, se il compratore è inadempiente sulla corresponsione del prezzo, il venditore può non consegnare l’oggetto. Certamente può essere un punto di vista “non scontato”, che può essere non immediato fare valere, ma è giuridicamente più che fondato.

    In ogni caso vi correggo su una cosa, i titoli sottostanti non sono certamente una forma garanzia per la banca: se faccio un PCT gli dò i miei soldi… che altre garanzie gli servono? Poi per una garanzia alla banca dovrei dare io qualcosa a loro, non il contrario: sennò sarebbe come se apro un mutuo e per garanzia la banca fa un’ipoteca sulla filiale… :-)

    In ogni caso, va detto per completezza che il discorso è in realtà abbastanza accademico, dato che molti PCT hanno come sottostante obbligazioni emesse della banca, ed in caso di ipotetico fallimento della banca non sarebbero certo un buon rifugio…

  13. Il discorso è accademico se le banche emettono PCT con sottostante una proprio obbligazione, la mia banca ad esempio non lo fa , solo titoli di stato e sovranazionali, questo già da tempi non sottospetti.Su richiesta esplicita di un cliente multi-bancarizzato che acquista PCt per circa 1 mil di euro abbiamo chiesto conferma all’ufficio legale: la risposta è stata quella di cui sopra.Siccome non si fidava pienamente a chiesto anche ad un’altra banca con cui lavora .L’uffico legale dell’altra banca gli ha risposto la stessa cosa.Il discorso è differente da quello del codice civile, in pratica e qui è solo teoria perchè sicuramente non succederà nulla, la nostra economia se la caverà benissimo .Però in banca sulla tua posizione, cioè sul tuo rapporto titoli, i titoli in pratica sono già spossessati, infatti chi ha un pronti troverà in genere l’obbligazione sottostante il pronti come se fosse già venduti.Quindi se malaguratamente dovesse succede qualcosa quei titoli non sono più presso la tua posizione in Monte Titoli. Allora io mi chiedo,a prescindere da chi ha ragione.Perchè prendersi un rischio per 20 centesimi? perchè preoccuparmi del codice ecc?Il mio cliente ha deciso di fare l’asta Bot a fine mese e non lo biasimo.
    Comunque puoi trovare anche qui un articolo del Sole 24 ore.Ieri ne parlava anche Plus in riferimento al conto IWBank Turbo.
    http://nicolaborzi.blog.ilsole24ore.com/2008/05/p-come-pronti-c.html

  14. Il discorso è accademico se le banche emettono PCT con sottostante una proprio obbligazione, la mia banca ad esempio non lo fa , solo titoli di stato e sovranazionali, questo già da tempi non sottospetti.Su richiesta esplicita di un cliente multi-bancarizzato che acquista PCt per circa 1 mil di euro abbiamo chiesto conferma all’ufficio legale: la risposta è stata quella di cui sopra.Siccome non si fidava pienamente a chiesto anche ad un’altra banca con cui lavora .L’uffico legale dell’altra banca gli ha risposto la stessa cosa.Il discorso è differente da quello del codice civile, in pratica e qui è solo teoria perchè sicuramente non succederà nulla, la nostra economia se la caverà benissimo .Però in banca sulla tua posizione, cioè sul tuo rapporto titoli, i titoli in pratica sono già spossessati, infatti chi ha un pronti troverà in genere l’obbligazione sottostante il pronti come se fosse già venduti.Quindi se malaguratamente dovesse succede qualcosa quei titoli non sono più presso la tua posizione in Monte Titoli. Allora io mi chiedo,a prescindere da chi ha ragione.Perchè prendersi un rischio per 20 centesimi? perchè preoccuparmi del codice ecc?Il mio cliente ha deciso di fare l’asta Bot a fine mese e non lo biasimo.
    Comunque puoi trovare anche qui un articolo del Sole 24 ore.Ieri ne parlava anche Plus in riferimento al conto IWBank Turbo.
    http://nicolaborzi.blog.ilsole24ore.com/2008/05/p-come-pronti-c.html

  15. Per la garanzia della Banca :
    sono una garanzia della banca perchè il rischio di fallimento del titolo sottostante è appunto in capo alla banca.
    La banca ha un richio(lche l’emittente fallisca e lei sia costretta a ricomprarsi titoli senza valore, tu ne hai un altro: che fallisca la Banca.
    Comunque come dicevo prima ma perchè prendersi questi rischi, andare a capire la giurisprudenza,il nostro codice che non è mai chiarissimo e le sentenze. Se avessi un pronti già in corso senza allarmismi, aspetterei la scadenza e poi farei altro.

  16. Per la garanzia della Banca :
    sono una garanzia della banca perchè il rischio di fallimento del titolo sottostante è appunto in capo alla banca.
    La banca ha un richio(lche l’emittente fallisca e lei sia costretta a ricomprarsi titoli senza valore, tu ne hai un altro: che fallisca la Banca.
    Comunque come dicevo prima ma perchè prendersi questi rischi, andare a capire la giurisprudenza,il nostro codice che non è mai chiarissimo e le sentenze. Se avessi un pronti già in corso senza allarmismi, aspetterei la scadenza e poi farei altro.

  17. Sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che è inutile evitare allarmismi, e che in caso di dubbi è meglio scegliere titoli di Stato (senza fare corse a disdire anticipatamente un PCT…).

    La giurisprudenza non è certamente univoca sull’argomento PCT. Prevedibilmente, gli uffici legali delle banche danno risalto ai casi che “vanno bene a loro” (del resto, è il loro lavoro sostenere le posizioni della banca), ci sono comunque anche orientamenti diametralmente opposti (che sono quelli a cui facevo riferimento io).

    Bisogna certamente leggere con dettaglio i singoli contratti. Però (scusa se sembro insistente) per come la vedo io gli scenari sono due:
    1) I due contratti sono del tutto distinti ([…]Con tale negozio le parti intendono rinviare l’effetto reale sino al sopraggiungere di un evento futuro e certo che, nel caso di specie, è costituito dallo scadere del termine pattuito. È quindi l’effetto reale che subisce un differimento e non soltanto la mera esecuzione del contratto. […] – Tribunale di Grosseto con sentenza del 1996): in questo caso si può avere la risoluzione del contratto per cause che si verificano dopo la conclusione, prime fra tutte l’inadempimento o l’impossibilità sopravvenuta. Quindi l’investitore rimane con la proprietà del sottostante.

    2)Il contratto si svolge subito, ed è solo il pagamento da parte della banca che è differito, però in questo caso allora il sottostante ha ruolo di garanzia (ma della banca, non per la banca), quindi in ogni caso l’investitore non è un creditore “generico” ma avrebbe diritto di prelazione.

    Comunque, come scrivi anche sul tuo blog, sarebbe utile che venisse rinnovata e chiarita la normativa…

  18. Sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che è inutile evitare allarmismi, e che in caso di dubbi è meglio scegliere titoli di Stato (senza fare corse a disdire anticipatamente un PCT…).

    La giurisprudenza non è certamente univoca sull’argomento PCT. Prevedibilmente, gli uffici legali delle banche danno risalto ai casi che “vanno bene a loro” (del resto, è il loro lavoro sostenere le posizioni della banca), ci sono comunque anche orientamenti diametralmente opposti (che sono quelli a cui facevo riferimento io).

    Bisogna certamente leggere con dettaglio i singoli contratti. Però (scusa se sembro insistente) per come la vedo io gli scenari sono due:
    1) I due contratti sono del tutto distinti ([…]Con tale negozio le parti intendono rinviare l’effetto reale sino al sopraggiungere di un evento futuro e certo che, nel caso di specie, è costituito dallo scadere del termine pattuito. È quindi l’effetto reale che subisce un differimento e non soltanto la mera esecuzione del contratto. […] – Tribunale di Grosseto con sentenza del 1996): in questo caso si può avere la risoluzione del contratto per cause che si verificano dopo la conclusione, prime fra tutte l’inadempimento o l’impossibilità sopravvenuta. Quindi l’investitore rimane con la proprietà del sottostante.

    2)Il contratto si svolge subito, ed è solo il pagamento da parte della banca che è differito, però in questo caso allora il sottostante ha ruolo di garanzia (ma della banca, non per la banca), quindi in ogni caso l’investitore non è un creditore “generico” ma avrebbe diritto di prelazione.

    Comunque, come scrivi anche sul tuo blog, sarebbe utile che venisse rinnovata e chiarita la normativa…

  19. Si infatti non capisco perchè San Marino devono essere chiari e noi come al solito dobbiamo rivolgerci alle sentenze, opinioni ecc.
    Devo dire che nel mio caso l’ufficio legale non ha fatto un favore all’istituto infatti ha dimezzato il suo guadagno.

  20. Si infatti non capisco perchè San Marino devono essere chiari e noi come al solito dobbiamo rivolgerci alle sentenze, opinioni ecc.
    Devo dire che nel mio caso l’ufficio legale non ha fatto un favore all’istituto infatti ha dimezzato il suo guadagno.

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