0 Flares 0 Flares ×

I PCT sono un investimento sicuro? Fino a che punto? E’ una domanda che in molti si stanno ponendo in questi tempi di incertezza finanziaria, soprattutto in considerazione che questi investimenti non sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Credo che valga la pena approfondire l’argomento, che offre anche qualche spunto di riflessione. Per comprenderne il rischio, bisogna partire innanzi tutto da che cosa sono i PCT, i “Pronti Contro Termine”.

Un PCT è un contratto con cui un soggetto acquista dei titoli da una banca (o una finanziaria), che contestualmente si impegna a riacquistarli ad una data scadenza e ad un prezzo prefissato. La differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita è il guadagno del soggetto investitore, un guadagno certo — quantomeno, “non variabile” — dato che il prezzo di vendita è fissato al momento del contratto, e non è quindi soggetto a negoziazione al momento della vendita. In altre parole, l’andamento del titolo venduto (il “sottostante“) non influenza il prezzo a cui la banca riacquista i titoli.

I problemi potrebbero nascere qualora la banca non fosse in grado di onorare il proprio impegno, e riacquistare i titoli dall’investitore. Si tratta di uno scenario che è bene sottolineare improbabile, per quanto sia in questi giorni temuto da molti: come detto, non stiamo in questo caso parlando di investimenti che si svalutano, ma di una vera e propria insolvenza della banca.

Ipotizziamo comunque questo caso peggiore possibile. Cosa succederebbe? L’investitore si trova con un pugno di mosche in mano? In realtà, quel che succederebbe è abbastanza intuitivo se si scompone il contratto nelle sue due componenti logiche: la vendita dei titoli e la promessa di acquisto, quindi se la banca non riacquistasse i titoli dall’investitore sarebbe che l’investitore rimarrebbe con la proprietà dei titoli, in quanto sarebbe la banca che non è in grado di riacquistare i titoli.

Il valore di quello che rimarrebbe in mano all’investitore a questo punto dipenderebbe da qual’è il valore del titolo sottostante. In genere vengono utilizzati titoli dal valore abbastanza “stabile” — non tanto per fare un favore al cliente, ma per evitare poi di riacquistare titoli a valori troppo diversi da quelli di mercato. Per dare un’idea, alcuni PCT hanno come sottostante dei BOT, per cui si possono considerare pienamente tutelati anche nello scenario peggiore. In altri casi, possono esserci obbligazioni di vario tipo: in questo caso, dipende da chi ha emesso queste obbligazioni, e dal valore che queste hanno sul mercato.

In ogni caso, a prescindere dai rischi effettivi, l’occasione è buona per sottolineare come sia opportuno prestare attenzione ai sottostanti dei vari contratti che la banca propone perché, come sottolineavano anche alcuni lettori in qualche commento, è proprio lì che si nascondono le insidie maggiori per i risparmiatori, soprattutto in investimenti che contrariamente ai PCT hanno margini di variabilità, poiché c’è il rischio che il risparmiatore non sappia in che cosa sta investendo.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

banknosie.combanche,investimenti,pctI PCT sono un investimento sicuro? Fino a che punto? E' una domanda che in molti si stanno ponendo in questi tempi di incertezza finanziaria, soprattutto in considerazione che questi investimenti non sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Credo che valga la pena approfondire l'argomento, che...Opinioni e commenti su economia e finanza, investimenti e prestiti