Perché la borsa ha un andamento ciclico?

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Perché la borsa, storicamente, ha un andamento ciclico? Perché dopo periodi di espansione, anche “esagerata”, poi accade che vi siano “revisioni al ribasso” anche molto significative? Anche senza guardare alla situazione attuale, che è certamente un caso lampante, l’andamento ciclico è comunque caratteristico della finanza, ed anche in generale dell’economia.

Abbiamo spesso ripetuto in passato che il prezzo delle azioni dipende dal presumibile reddito futuro dell’azienda: chiaramente questo valore è quello che potremmo definire “prezzo corretto“, ed è in verità difficilmente stimabile (dato che il futuro è difficilmente prevedibile, senza contare i fatti imprevedibili che sono tali per definizione). Avevamo anche accennato in passato alle distorsioni dell’orizzonte temporale introdotte dagli investitori. Vale la pena però affrontare la dinamica dei prezzi anche da un punto di vista “emotivo”, che ha un ruolo fondamentale nella creazione di “bolle” e nella loro successiva “esplosione”.

Il processo può essere semplificato in alcuni semplici passaggi:

  • I prezzi iniziano a salire (spesso per motivi più che fondati, quali il miglioramento delle prospettive economiche e conseguente maggiore redditività).
  • L’aumento dei prezzi attira investitori, per il guadagno che l’aumento dei prezzi permette (cioè la convinzione di poter rivendere più avanti a prezzi più elevati), aumentando quindi la domanda e di conseguenza i prezzi.
  • I “facili guadagni” attirano anche chi solitamente è avverso al rischio (cioè persone che di solito non investono in borsa, ma anche investitori che solitamente investono in asset a minore rischio), aumentando quindi ancora la domanda.
  • Gli investitori si convincono che il guadagno è dovuto alla loro bravura come investotori, anziché alle condizioni favorevoli cel mercato. Sembra una battuta, ma lo è solo fino ad un certo punto: di fatto a questo punto si ha una diffusa sottovalutazione dei rischi.
  • I possibili compratori però ad un certo punto finiscono: quando tutti hanno comprato, la domanda inevitabilmente diminuisce, e i prezzi iniziano a scendere.
  • Gli investitori più avveduti si accorgono che è il trend ascendente è finito, e iniziano a vendere, aumentando quindi l’offerta e facendo quindi diminuire ulteriormente i prezzi. Siccome spesso gli investitori più avveduti sono quelli che muovono i capitali maggiori, la discesa dei prezzi può essere molto repentina.
  • Gli altri investitori si spaventano per la discesa, e vendono anche loro, subendo perdite maggiori di quelle dei primi investitori (anche perché oltre a vendere dopo, a prezzi più bassi, tipicamente hanno acquistato dopo, quindi a prezzi piu alti).
  • Per ultimi, spesso ci sono gli investitori più inesperti (quelli che avevano comprato per ultimi ai massimi), che ha questo punto hanno subito perdite significative, si rendono conto di aver sottovalutato il rischio e spesso hanno investito molto più di quello che avrebbero dovuto. Nonostante le perdite subite, ed a prescindere dalle prospettive per il futuro, spesso questi investitori vendono comunque, concretizzando quindi le perdite e aumentando l’offerta.

Noterete che non abbiamo minimamente parlato di aspetti concretamente economici (se non come “innesco” del meccanismo). Non è un caso: non sono pochi infatti gli economisti che sostengono che questa “ciclicità” sia da ricondurre non tanto alle caratteristiche della finanza o del mercato, quanto piuttosto all’avidità e al panico che spesso fanno da guida negli investimenti.

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