La democratizzazione della finanza

ottobre 15, 08 by Mark75

La finanza ha bisogno di essere “democratizzata”. E’ un tema che è molto discusso di questi tempi (un esempio è l’intervista a Bob Shiller su Corriere.it), unito a quello dell’etica. Ed è un punto su cui difficilmente ci si può trovare in disaccordo.

Ma è bene sottolineare che “finanza democratica” vuol dire anche che i cittadini devono sviluppare una cultura finanziaria. Questo chiaramente non toglie nulla all’esigenza di trasparenza del sistema, che abbiamo più volte sottolineato: però è necessario che anche “le persone comuni” facciano uno sforzo per capire che cosa fanno dei loro soldi. Personalmente, conosco troppa gente che dicono quasi con fierezza “io di queste cose non ne capisco niente”, e poi si trovano nei pasticci.

Il motivo è semplice. Per quanto forse suoni antipatico, i propri interessi bisogna farseli da soli. E’ naturale che in una contrattazione la controparte abbia i suoi interessi, e cerchi di perseguirli: è illogico pretendere che faccia quelli altrui. E così quando uno tratta con una banca, è naturale che la banca tenda a spingere verso le soluzioni che convengono di più a lei. Tanto più se la controparte — il “cittadino comune” — non è in grado di esprimere quelle che sono le sue esigenze, per il semplice motivo che non è in grado di “formalizzarle” da un punto di vista finanziario. Con il rischio di abusare delle possibilità del credito personale, ma anche quello di dover stringere la cinghia sui beni di prima necessità per un eccesso di spesa sui beni “secondari”.

Insomma, uno sviluppo della cultura finanziaria mi pare un’esigenza imprescindibile. Anche per un semplice motivo: la democrazia di per sé richiede la partecipazione del cittadino. In politica se non ci si preoccupa di andare a votare, o se si vota senza sapere chi sono i candidati, si ha una democrazia solo di nome. E così, se parliamo di “democrazia finanziaria”, se il cittadino medio non sviluppa le sue conoscenze in materia, non sarà mai in grado di far valere le sue esigenze, rimanendo comunque un “suddito”. Certo, il sistema attuale può venire stravolto e anziché suddito delle banche può diventarlo di altri soggetti che magari cercheranno di decidere in quello che ritengono il suo interesse. Ma comunque, al posto suo.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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    12 responses for this post

    1. Vincze Says:

      ma come e’ che mi trovi sempre d’accordo? :)

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