Islanda: come mai uno dei paesi più ricchi del mondo ora è in crisi?

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L’Islanda è uno dei paesi più colpiti dalla crisi finanziaria, e rischia seriamente un vero e proprio collasso economico. Come mai un paese che era tra i primi cinque al mondo per PIL pro-capite è arrivato ad una situazione del genere?

Intanto, va evidenziato un fatto: a mio parere più che un paese “ricco”, l’Islanda è un paese “piccolo”: meno di 320.000 abitanti (meno del Molise), e un PIL nominale di circa 20 miliardi di dollari. Per un raffronto, il PIL dell’Italia nel 2007 era poco più di 2.100 miliardi di dollari.

Abbiamo usato una parolina parlando dei PIL: nominale. Infatti, se si correggono i valori per tener conto del potere d’acquisto (e quindi costo della vita, inflazione, ecc.), il PIL dell’Islanda è in realtà solo di 12 miliardi di dollari (contro i 1.700 miliardi e rotti per l’Italia). Insomma, si tratta di un paese che ha assistito certamente ad un boom economico, ma non si è in realtà arricchito così tanto come potrebbe sembrare.

In ogni caso, la crisi economica che ha colpito l’Islanda non è certo improvvisa, dato che sintomi di instabilità ci sono già da tempo: qualche mese fa scrivevamo che l’Islanda stava valutando un’adozione unilaterale dell’Euro, proprio per cercare di contrastare alcuni di quei fattori che l’hanno oggi portata al limite del collasso.

Ma quali sono questi fattori? Val la pena elencarli , perché la lezione può essere molto interessante.

  • Elevato rapporto deficit/PIL, esposizione significativa come debito estero (rispetto alle esportazioni), e una valuta “debole”, nel senso di esposta a speculazioni. In momenti di instabilità economica, si può avere una fuga dai mercati percepiti come più rischiosi, cosa che però può avere ripercussioni (basti pensare agli effetti che la crisi finanziaria in corso ha avuto su molti mercati emergenti).
  • Bolla immobiliare in corso, favorita dal “credito facile” con prezzi di case ed immobili dal trend esplosivo, e con una crescita significativa degli investimenti indirizzati proprio nel settore immobiliare. Questo, tra l’altro, espone il sistema finanziario alle conseguenze dello scoppio della bolla, che è quanto avvenuto.
  • Crescita esponenziale del ricorso al credito da parte dei privati e diminuzione del risparmio. Che vuol dire maggiore esposizione dell’intera popolazione alle conseguenze di shock creditizi.

Il combinarsi di questi due fattori in un’economia piccola come quella islandese: gli effetti della bolla immobiliare e delle difficoltà creditizie si sono unite ad una volatilità dei cambi, che però ha avuto come effetto collaterale anche di impattare sul debito estero. Con il risultato che le banche islandesi (già con grossi debiti all’estero) si sono trovate con debiti che superavano molte volte il PIL stesso dell’Islanda. Insomma, troppo grandi per essere salvate dal singolo stato. Adesso l’Islanda sta cercando dei prestiti per cercare di rattoppare l’emergenza. I segnali non sono certo buoni, con l’indice di borsa che oggi (dopo alcuni giorni di chiusura forzata) ha perso oltre il 75%.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

5 pensieri su “Islanda: come mai uno dei paesi più ricchi del mondo ora è in crisi?”

  1. grande mark ottima spiegazione, e adesso come andrà a finire? e soprattutto mi viene da pensare che ad altri “piccoli” stati possa accadere la stessa cosa, cosa dici?

  2. L’Islanda rischia seriamente un “effetto Argentina”, se non trova una via d’uscita con il supporto di qualche Stato estero.

    Più che le dimensioni (che influenzano in quanto rende più esposti agli altri fattori di rischio), gli elementi determinanti sono probabilmente il debito pubblico e la “solidità” della moneta.

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