Banche in difficoltà, ma cosa rischiano i risparmiatori europei?

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Le difficoltà che stanno “contagiando” le banche europee stanno spaventando diversi risparmiatori. Credo quindi sia bene evidenziare ancora una volta come le difficoltà delle banche hanno impatti estremamente diversi a seconda del tipo di rapporto che si ha con la banca: in altre parole, non vanno confusi i correntisti con gli azionisti — i primi godono delle tutele più ampie, ed è pressoché trascurabile la possibilità di danni, mentre i secondi, in quanto soci, chiaramente risentono appieno dei cattivi risultati economici dell’azienda.

Proviamo a fare qualche ragionamento sugli effetti di (ipotetiche in Italia, per il momento) difficoltà di una banca. Parliamo degli effetti diretti (cioè solo quelli relativi al rapporto banca-cliente, non consideriamo le conseguenze di effetti sull’economia di una crisi bancaria)

  • Correntisti. Possiamo dire tranquillamente che i correntisti possono dormire sonni tranquilli, in quanto in caso di fallimento e liquidazione di una banca sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Deposti. Ma soprattutto, l’eventualità di un fallimento di una banca commerciale è piuttosto remota: la strada percorsa è sempre stata quella della vendita forzata ad un altro soggetto (a volte, di fatto, allo Stato), che subentra quindi alla banca in difficoltà come controparte.
  • Anche chi ha un mutuo o un prestito, per gli stessi motivi, rischia poco. Va però evidenziato che in qualche contratto di prestito la banca si riserva la facoltà di chiedere la restituzione immediata dell’intera cifra prestata. L’applicazione di queste clausole è improbabile anche in caso di grosse difficoltà (e l’eventuale legittimità nell’applicazione andrebbe verificata), però se questa clausola è presente, avrebbe senso prepararsi almeno mentalmente un “piano B”, per poter restituire il prestito (cioè per farsi prestare i soldi da qualcun altro, in pratica — chiedo un altro prestito per restituire l’attuale). Credo che valga come regola generale che non bisogna farsi cogliere di sorpresa da quello che è scritto nei contratti che si è firmato.
  • Investitori. L’aver sottoscritto un fondo o simili gestito da una banca o una finanziaria in difficoltà non causa necessariamente la perdita del proprio investimento: dipende, fondamentalmente, da che cosa ha in portafoglio il fondo. Se, per fare un esempio limite, il fondo ha investito in Titoli di Stato, questi non si azzerano certo di valore perché il gestore del fondo entra in crisi. Chiaramente, in caso di liquidazione del fondo (e di rimborso delle quote) la vendita non viene fatta alle migliori condizioni possibili, e quindi è possibile in questo caso perdere qualcosa, ma si tratta normalmente di una frazione del valore, non dell’intero investimento.
  • Azionisti. Chiaramente i soci di un’azienda in difficoltà sono coloro che subiscono in modo più forte le conseguenze di una crisi dell’azienda, e di conseguenza gli azionisti sono quelli più esposti a perdite in queste situazioni: in caso di fallimento di una società, gli azionisti possono perdere anche l’intero capitale versato.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Ricerche Frequenti:

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25 pensieri su “Banche in difficoltà, ma cosa rischiano i risparmiatori europei?”

  1. Ciao, volevo chiederti i rischi che corro avendo investito nel deposito vincolato di ING (Conto Arancio +).
    Grazie

  2. Ciao, volevo chiederti i rischi che corro avendo investito nel deposito vincolato di ING (Conto Arancio +).
    Grazie

  3. Ciao, come direbbe qualcuno, mi hai “completamente rassicurato a meta’” sul discorso mutuo: ho un mutuo con UC e potrei anche estinguerlo, ma mi manca un 3/10 di anni e mi romperebbe le balle estinguerlo ora che stavo iniziando a erodere la quota capitale visto che i furbi la quota interessi se la chiappan quasi tutta all’inzio.

    Una domanda. Ho un PCT su Fineco con sottostante CAPITALIA 07/09 IND. In caso “dell’impossibile” default di UC, questo PCT che fine fa? E’ il caso di mandare il fax per disinvestirlo?

    Grazie mille! :-)
    Complimenti per il blog, e’ gia qualche mese che ti leggo.

  4. Ciao, come direbbe qualcuno, mi hai “completamente rassicurato a meta’” sul discorso mutuo: ho un mutuo con UC e potrei anche estinguerlo, ma mi manca un 3/10 di anni e mi romperebbe le balle estinguerlo ora che stavo iniziando a erodere la quota capitale visto che i furbi la quota interessi se la chiappan quasi tutta all’inzio.

    Una domanda. Ho un PCT su Fineco con sottostante CAPITALIA 07/09 IND. In caso “dell’impossibile” default di UC, questo PCT che fine fa? E’ il caso di mandare il fax per disinvestirlo?

    Grazie mille! :-)
    Complimenti per il blog, e’ gia qualche mese che ti leggo.

  5. Al momento mi sembra prematuro pensare di estinguere un mutuo in anticipo, soprattutto in una situazione in cui manca poco alla fine. Anche perché gli scenari che ipotizzavamo nel post sono basati su un livello di “difficoltà” della banca *molto* superiore all’attuale.

    Anche sui PCT non mi pare di preoccuparsi più di tanto, al momento, almeno non così tanto da disinvestire.

    Gli unici elementi di rischio al momento sono per le azioni e, in misura molto minore, per le obbligazioni.

    Ricordiamoci che stiamo parlando di banche commerciali, non di investimento (come Lehman, per capirci), e in caso di grosse difficoltà è difficile che vada in default, piuttosto che venga acquisita da uno o più concorrenti (perché, a parte il periodo economico attuale, poter acquistare a svendita una banca del genere con tutta la clientela è una cosa appetitosa per molti).

    Per finire con Arancio+, questo dovrebbe essere tutelato anche dal Fonto di Tutela dei Depositi, quindi si può dire tranquillamente che non ci sono rischi significativi.

  6. Al momento mi sembra prematuro pensare di estinguere un mutuo in anticipo, soprattutto in una situazione in cui manca poco alla fine. Anche perché gli scenari che ipotizzavamo nel post sono basati su un livello di “difficoltà” della banca *molto* superiore all’attuale.

    Anche sui PCT non mi pare di preoccuparsi più di tanto, al momento, almeno non così tanto da disinvestire.

    Gli unici elementi di rischio al momento sono per le azioni e, in misura molto minore, per le obbligazioni.

    Ricordiamoci che stiamo parlando di banche commerciali, non di investimento (come Lehman, per capirci), e in caso di grosse difficoltà è difficile che vada in default, piuttosto che venga acquisita da uno o più concorrenti (perché, a parte il periodo economico attuale, poter acquistare a svendita una banca del genere con tutta la clientela è una cosa appetitosa per molti).

    Per finire con Arancio+, questo dovrebbe essere tutelato anche dal Fonto di Tutela dei Depositi, quindi si può dire tranquillamente che non ci sono rischi significativi.

  7. Salve
    Il tuo post mi sembra pacato e ragionevole (e spero anche giusto:-).
    L’unica cosa che mi lascia perplesso è quando leggo, anche su altri siti, del fatto che esiste il fondo interbancario di tutela.
    Sì, è vero, ma la somma tutelata ha anche un tetto (poco più di 100mila euro), che non sono pochi, ma mi sembra anche un’ingiustizia: se io ho mettiamo 120 mila euro sul conto, allora ne devo perdere 20mila? Ma forse è stupido avere così tanti soldi fermi su un conto…

    Saluti

    C

  8. Salve
    Il tuo post mi sembra pacato e ragionevole (e spero anche giusto:-).
    L’unica cosa che mi lascia perplesso è quando leggo, anche su altri siti, del fatto che esiste il fondo interbancario di tutela.
    Sì, è vero, ma la somma tutelata ha anche un tetto (poco più di 100mila euro), che non sono pochi, ma mi sembra anche un’ingiustizia: se io ho mettiamo 120 mila euro sul conto, allora ne devo perdere 20mila? Ma forse è stupido avere così tanti soldi fermi su un conto…

    Saluti

    C

  9. In realtà andrebbe vista come una questione di precedenza. I primi 100.000 euro circa li puoi avere indietro (quasi) subito, quello che hai in più devi probabilmente aspettare un po’ di più – non è che li “perdi”.

    L’idea è di proteggere i più deboli, che a me non sembra sbagliata. Infatti, se deve intervenire il FITD, vuol dire che la liquidità della banca potrebbe essere ridotta.

    Se tanto per fare un esempio con numeri esemplificativi, sono immediatamente disponibili 200.000 Euro, e ci sono due clienti, uno che ha un deposito di 10.000 Euro e uno di 390.000 (tot=400.000), a chi dai i soldi? Se li dai in proporzione, in modo che ciascuno prenda la stessa percentuale del capitale (che sarebbe l’alternativa), dovresti dare a uno 5.000 e all’altro 195.000. Solo che in genere al primo i 5.000 che non gli dai subito gli servivano molto di più dei 290.000 che il FITD non gli darebbe nel secondo caso (ma ripeto, il fatto che il FITD non li paghi, non vuol dire che sono “persi”).

  10. In realtà andrebbe vista come una questione di precedenza. I primi 100.000 euro circa li puoi avere indietro (quasi) subito, quello che hai in più devi probabilmente aspettare un po’ di più – non è che li “perdi”.

    L’idea è di proteggere i più deboli, che a me non sembra sbagliata. Infatti, se deve intervenire il FITD, vuol dire che la liquidità della banca potrebbe essere ridotta.

    Se tanto per fare un esempio con numeri esemplificativi, sono immediatamente disponibili 200.000 Euro, e ci sono due clienti, uno che ha un deposito di 10.000 Euro e uno di 390.000 (tot=400.000), a chi dai i soldi? Se li dai in proporzione, in modo che ciascuno prenda la stessa percentuale del capitale (che sarebbe l’alternativa), dovresti dare a uno 5.000 e all’altro 195.000. Solo che in genere al primo i 5.000 che non gli dai subito gli servivano molto di più dei 290.000 che il FITD non gli darebbe nel secondo caso (ma ripeto, il fatto che il FITD non li paghi, non vuol dire che sono “persi”).

  11. è vero che se una banca italiana fallisce la compra lo stato? o che poco prima del fallimento una banca più grande cerca di comprarla?

  12. è vero che se una banca italiana fallisce la compra lo stato? o che poco prima del fallimento una banca più grande cerca di comprarla?

  13. Semplificando, sì.

    (ci sono una serie si sfumature e/o di interventi diversi – es. prestiti speciali).

  14. Semplificando, sì.

    (ci sono una serie si sfumature e/o di interventi diversi – es. prestiti speciali).

  15. Si e’vero semplificando il tutto se una banca fallisce la compra lo Stato, se la banca e’ piccola, ma se la banca è grande? Allora il discorso è abbastanza diverso, si tratta come detto d’ipotesi remote ma in questi giorni per la prima volta le stiamo prendendo in considerazioni. Se fallisse una Banca molto grande lo Stato non credo sarebbe in grado si supportare il suo salvataggio, i giorni scorsi Fortis è stata salvata da 3 stati,è vero si parlava anche di un possibile acquisto di Bnp Paribas . Comunque non sarei cosi sicura che uno Stato molto indebitato come il nostro sarebbe in grado ad esempio di salvare Unicredit. Anche sul fatto delle obbligazioni non starei cosi’tranquilla, ma non tanto per un possibile fallimento ma per la loro liquidità ed appetibilità attuale. Nei giorni scorsi le obbligazioni a tasso variabile dell’istituto sopra menzionato quotavano ben al di sotto della pari:Quindi un investitore che avesse acquistato qualche tempo fa una obbligazione tasso variabile unicredit scadenza 2011 e che fosse costretto a venderla vedrebbe il suo investimento decurtato del 5% e sulle scadenze sempre a tasso variabile più lunghe la perdita sarebbe ancora più elevata.Quindi a prescindere dal possibile fallimento dei vari istituti(che ritengo ancora molto improbabile ma non impossibile) occorre anche considerare la necessità che ogni persona può avere del proprio denaro prima ad esempio della scadenza di un titolo stesso di cui è in possesso. Per questo chi volesse in questi giorni addirittura acquistare un titolo obbligazionario bancario deve considerare varie cose e se proprio vuole prendersi questo rischio(che potrebbe alla fine rivelarsi un affare) acquisti invece delle nuove emissioni le vecchie che già si trovano sul mercato sarà molto più probabile fare degli affari.Ma ricordatevi a gennaio e febbraio molti investitori e anche qualche fondo hanno creduto di fare un affare comprando obbligazioni lehman ad un prezzo scontato di circa 1/3, non si è rivelato proprio un buon affare.

  16. Si e’vero semplificando il tutto se una banca fallisce la compra lo Stato, se la banca e’ piccola, ma se la banca è grande? Allora il discorso è abbastanza diverso, si tratta come detto d’ipotesi remote ma in questi giorni per la prima volta le stiamo prendendo in considerazioni. Se fallisse una Banca molto grande lo Stato non credo sarebbe in grado si supportare il suo salvataggio, i giorni scorsi Fortis è stata salvata da 3 stati,è vero si parlava anche di un possibile acquisto di Bnp Paribas . Comunque non sarei cosi sicura che uno Stato molto indebitato come il nostro sarebbe in grado ad esempio di salvare Unicredit. Anche sul fatto delle obbligazioni non starei cosi’tranquilla, ma non tanto per un possibile fallimento ma per la loro liquidità ed appetibilità attuale. Nei giorni scorsi le obbligazioni a tasso variabile dell’istituto sopra menzionato quotavano ben al di sotto della pari:Quindi un investitore che avesse acquistato qualche tempo fa una obbligazione tasso variabile unicredit scadenza 2011 e che fosse costretto a venderla vedrebbe il suo investimento decurtato del 5% e sulle scadenze sempre a tasso variabile più lunghe la perdita sarebbe ancora più elevata.Quindi a prescindere dal possibile fallimento dei vari istituti(che ritengo ancora molto improbabile ma non impossibile) occorre anche considerare la necessità che ogni persona può avere del proprio denaro prima ad esempio della scadenza di un titolo stesso di cui è in possesso. Per questo chi volesse in questi giorni addirittura acquistare un titolo obbligazionario bancario deve considerare varie cose e se proprio vuole prendersi questo rischio(che potrebbe alla fine rivelarsi un affare) acquisti invece delle nuove emissioni le vecchie che già si trovano sul mercato sarà molto più probabile fare degli affari.Ma ricordatevi a gennaio e febbraio molti investitori e anche qualche fondo hanno creduto di fare un affare comprando obbligazioni lehman ad un prezzo scontato di circa 1/3, non si è rivelato proprio un buon affare.

  17. Anch’io,come l’Anonimo del 1° ottobre, ho un conto di deposito vincolato a 3 mesi presso Che banca! spa. Cosa rischio rispetto ai normali conti correnti bancari?

  18. Anch’io,come l’Anonimo del 1° ottobre, ho un conto di deposito vincolato a 3 mesi presso Che banca! spa. Cosa rischio rispetto ai normali conti correnti bancari?

  19. Mi pare di capire che sia il conto CheInteressi! Subito 3 mesi.

    È un conto di deposito, quindi è tutelato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

    Ma soprattutto, come conto di deposito è improbabile che entri in crisi: per quanto sia un periodo finanziariamente difficile, i rischi li corrono azionisti e al limite obbligazionisti.

  20. Mi pare di capire che sia il conto CheInteressi! Subito 3 mesi.

    È un conto di deposito, quindi è tutelato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

    Ma soprattutto, come conto di deposito è improbabile che entri in crisi: per quanto sia un periodo finanziariamente difficile, i rischi li corrono azionisti e al limite obbligazionisti.

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