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Il fallimento di Lehman Brothers è sicuramente la notizia del momento, e merita sicuramente un po’ di attenzione trattandosi probabilmente del più grande fallimento di una banca nella storia.

  • Lascia sempre un po’ perplessi la sorpresa con cui i mercati e soprattutto i media accolgono certe notizie: le difficoltà di Lehman Brothers non sono certo improvvise né inaspettate. E’ già da diversi mesi che si parla delle difficoltà di Lehman Brothers, e la pessima qualità del suo bilancio era cosa abbastanza nota (come detto precedentemente, Bank of America aveva proprio per questo rifiutato di acquistare Lehman Brothers).
  • La vera onda d’urto del fallimento di Lehman non riguarda i titoli di Lehman Brothers stessa, quanto piuttosto la liquidazione degli asset in portafoglio: l’immissione forzata sui mercati di numerosi titoli (soprattutto derivati) potrebbero avere effetti rilevanti su alcune quotazioni. Sfortunatamente, è difficile valutare questo impatto.
  • Un taglio “di emergenza” dei tassi da parte di FED e BCE potrebbe essere quantomeno prematuro secondo alcuni analisti: chiaramente la situazione in questo momento è delicata, ma l’opinione è che il rischio è di vanificare la “terapia d’urto” che il Tesoro americano ha scelto (per molti versi obbligato) lasciando fallire Lehman Brothers.
  • In generale, ci sono e saranno conseguenze più o meno dirette sui mercati finanziari emergenti, da cui gli investitori stanno ritirando risorse per recuperare liquidità (e qualità) negli investimenti, peraltro scatenando in qualche caso reazioni a catena: tanto per dare un’idea, oggi l’indice MICEX della borsa russa (denominato in rubli) ha perso il 17%, mentre il RTS (in dollari) ha perso oltre l’11%.

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