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Lehman Brother, una delle principali banche USA nel campo dei mutui e dei “commercial paper” continua a navigare in acque molto pericolose. Avevamo parlato già qualche tempo fa di come la situazione di Lehman Brothers non fosse rosea, e tra l’altro la banca aveva già ricevuto dei prestiti speciali per far fronte alla crisi.

La situazione però non sembra essere molto migliorata: Lehman Brothers infatti ha annunciato perdite di 3,9 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2008, e svalutazioni di strumenti finanziari complessi per 7,8. Una perdita totale di 13,8 miliardi di dollari, che annulla praticamente il nuovo capitale raccolto (13,9 miliardi).
L’aspetto interessante è che non sembra ci sia grande volontà di intervenire da parte del governo americano in soccorso di Lehman Brothers (il segretario del Tesoro Paulson avrebbe dichiarato qualche tempo fa — per quanto senza fare nomi — che il sistema economico deve resistere al fallimento di grandi operatori finanziari), o forse che non ce ne sia la capacità, con le casse svuotate dopo l’intervento a salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac. Quantomeno, sembra non ci sia la volontà di salvare la società, e limitarsi ad un intervento in extremis per tutelare per quanto possibile i risparmiatori.
Lehman Brothers probabilmente agirà innanzi tutto vendendo alcune proprietà in portafoglio: l’obiettivo infatti sarebbe anche quello di evitare il rischio di una fuga degli azionisti. Infatti il problema di Lehman Brothers è da ricondurre ad un sottodimensionamento del capitale proprio e ad un conseguente eccessivo effetto leva, che ha portato la banca in questa situazione nonostante la minore esposizione sul mercato dei mutui americani (come detto in passato, la banca generava il 60% dei suoi ricavi da fuori degli Stati Uniti).

Una curiosità: una delle possibilità prese in considerazione semrebrebbe sia quella di una soluzione in stile-Alitalia, con la scissione e la creazione di due banche, una con in dotazione gli asset “traballanti”, e una che invece manterrebbe invece quelli sani. Il problema, viene fatto notare, è che però una soluzione del genere funziona solo se c’è qualcuno disposto a comprare la parte “malata” per molto di più di quel che vale.

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