0 Flares 0 Flares ×

I timori di qualche giorno fa si sono concretizzati, e Lehman Brothers ha dichiarato fallimento: non c’è stata nessun’operazione di salvataggio, come peraltro era previsto. A parte l’inevitabile shock sui mercati finanziari, il fallimento di Lehman ha alcuni lati positivi:

  • rimuove quella sensazione di “impunità” in cui si sono crogiolati molti istituti finanziari, che finora hanno preso molti rischi, prendendo i profitti quando andava bene, e spostandone il pesso sulla collettività quando le cose andavano male. Questo vuol dire che ci si può aspettare una valutazione del rischio più attenta nel prossimo futuro, quindi una finanza più sana. Val la pena di sottolienare che Lehman non è stata genericamente messa in ginocchio dalla crisi dei mutui, bensì da una gestione dei rischi sugli investimenti quantomeno avventata.
  • toglie dal circolo i “rifiuti tossici” finanziari che hanno causato il crollo di Lehman Brothers, che in caso di acquisizione sarebbero stati trasferiti ad un’altra banca senza troppi filtri.
  • per ultimo, è bene sottolineare che la scelta del Governo USA di non intervenire in soccorso di Lehman deriva anche dal fatto che per la composizione del portafoglio e per la tipologia di creditori, il suo fallimento comporta danni diretti che si ipotizzano più contenuti rispetto ad altre banche. Quindi c’è probabilmente la logica di risparmiare risorse in caso altre banche si trovino in difficoltà.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]