0 Flares 0 Flares ×

Nei prossimi mesi si festeggiano i 10 anni dell’euro, introdotto il 1 gennaio 1999. Sono in molti a rimpiangere la Lira, sostenendo che quando avevamo la nostra moneta nazionale si stava meglio. Può anche darsi, ma la questione è posta in modo sbagliato: il punto non è infatti se si stesse meglio quindici anni fa con la Lira o oggi con l’Euro, ma se oggi staremmo meglio con l’Euro o se avessimo matenuto la Lira. La questione è forse che tutti hanno ben presente i difetti dell’euro (che ovviamente, nessuno nega), ma si dimenticano troppo facilmente i grossi difetti della Lira. Chiaramente, non vuol dire che non si debba cercare di migliorare la situazione attuale, però vale la pena cercare di fare uno sforzo di immaignazione e cercare di immaginare quali sarebbero le condizioni economiche in Italia se il nostro Paese non avesse aderito alla moneta unica.

  • Politiche di rigore economico: val la pena ricordare che per entrare nell’Euro, l’Italia ha adottato negli anni ’90 una serie di politiche di rigore economico che hanno frenato il debito pubblico, permesso di stabilizzare il cambio e frenare (in parte) l’inflazione. Tecnicamente, questo non dipende dall’Euro, perché le politiche potevano essere adottate comunqe, però va detto che viene qualche dubbio che sarebbero state applicate comunque.
  • Tassi di interesse: tanto per ricordarselo, nel 1995 il tasso di sconto della Banca d’Italia ha raggiunto il 9,00%, e nel 1992 ha toccato anche il 15,00%. Certamente ha poco senso confrontare questi numeri con il 4,25% di oggi, date le condizioni economiche globali diverse. Però val la pena tener presente che oggi in Inghilterra (uno dei pochi paesi che non ha aderito all’Euro) il tasso della Bank of England è il 5,00%: in base alle serie storiche è ragionevole supporre che l’Italia avrebbe un tasso di sconto di qualche punto base maggiore (per la minor solidità dell’economia italiana rispetto a quella inglese), per cui si può ipotizzare che avremmo un tasso almeno pari a 5,25-5,50%. Probabilmente molto maggiore, per le considerazioni che vedremo dopo.
  • Cambi: facendo un’analisi di regressione della variazione dei cambi nel periodo 1989-1999, si può supporre che continuando con lo stesso trend oggi il cambio Dollaro-Lira sarebbe pari a circa 2.600 lire (oggi, con l’Euro, è l’equivalente di 1.360), ed il cambio con il Marco sarebbe probabilmente intorno a 1.400 Lire (contro le 990 del cambio “bloccato” dall’Euro). Ovviamente fare un’estrapolazione linerare ha i suoi limiti, però va detto che sono numeri abbastanza ragionevoli considerando anche le politiche di svalutazione che si rimpiangono della Lira. Ovviamente una situazione del genere favorirebbe le esportazioni, ma penalizzerebbe le importazioni con impatti significativi sull’inflazione, senza contare che molte aziende italiane in realtà producono all’estero e dovrebbero quindi affrontare costi maggiori.
  • Prezzo del petrolio: supponendo che la stima del cambio Lira-Dollaro sia corretta, usando i dati di qualche giorno fa, in modo da fare conti tondi, un prezzo del petrolio di 100 dollari, vorrebbe dire avere un prezzo in lire di 260.000 al barile, contro i 70 Euro circa (135.000 lire circa) attuali. Il che avrebbe ulteriori effetti sull’inflazione.
  • Inflazione: nel periodo 1990-1995 l’inflazione in Italia era intorno al 5% annuo. Anche qui il confronto è poco significativo per la diversità di condizioni economiche: però per le considerazioni che abbiamo visto sopra (svalutazione della moneta, costi delle materie prime e delle importazioni più elevati) è abbastanza sensato ritenere che l’inflazione sarebbe almeno il 2-3% più alta rispetto all’attuale (come detto in passato, la misura dell’inflazione è tutt’altro che perfetta, ma confrontando due sistemi di misura analoghi i confronti sono comunque possibili). Questo risultato tiene conto del fatto che sempre l’Inghilterra ha un tasso di inflazione tra lo 0,5% e l’1% maggiore che nell’eurozona, ed è logico pensare che l’Italia da sola avrebbe un tasso di inflazione un po’ maggiore che l’Inghilterra. Tra l’altro, questo avrebbe ulteriori conseguenze sui tassi della banca centrale, che per contenere l’inflazione dovrebbe aumentarli rispetto alle ipotesi iniziali che abbiamo fatto.

Con questo non intendiamo convincere nessuno che l’Euro è il “bene assoluto” o qualcosa che ci somiglia, e ovviamente tutte le considerazioni che abbiamo fatto si basano su un ragionamento del tipo “cosa sarebbe successo se…“, che è chiaramente opinabile. Però una cosa dovrebbe essere tenuta a mente: se adesso con l’Euro non stiamo bene, non si può dare per scontato che con la Lira saremmo stati meglio. Soprattutto, bisognerebbe evitare di scaricare sulla moneta unica problemi che derivano da altri fattori (in primis la patologica mancanza di competitività del nostro Paese) perché se non si interviene sulle cause vere, è impossibile risolvere i problemi.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. questo articolo non e’ assolutamente veritiero!!!il cambio lira dollaro aggiornato al minuto,si puo’ trovare su xe.com..oggi 8 gennaio 2012 e’ a 1522 sul dollaro!!sarebbe ora di finirla di dire cose del tipo:con la lira saremmo falliti..l’euro ci ha stabilizzato..si,a DIVENTARE PIU’ POVERI PERO’A DISCAPITO DEI RICCHI..il fallimento lo stiamo rischiando con l’euro!con la lira,siamo diventati uno dei paesi economicamente piu’ importanti al mondo!!co la lira,solo supposizioni catastrofiche,con l’euro,la catastrofe,e’ arrivata davvero..e il bello deve venire.p.s..nello stesso periodo euro,la turchia con la sua lira,sbeffeggiata come la nostra,e’ cresciuta di piu’..QUESTI SONO I FATTI!!!!

  2. @Mario: secondo me guardare al cambio lira-dollaro “di oggi” non ha nessun senso. La lira non esiste più, quello è il cambio tra dollaro e 1936esmi di euro. È basso proprio perché la lira è legata all’euro. Mi pare totalmente ridicolo pensare che il cambio sarebbe lo stesso se la lira NON FOSSE L’EURO.

    Poi, ma ve lo ricordate veramente come si stava con la Lira? A me pare proprio di no… i mutui al 10%, l’inflazione al 7…

    La “catastrofe” c’è perché c’è tanta gente che vuole mangiare alle spalle degli altri, e perché siamo fermi culturalmente, tecnologicamente a 15 anni fa. Se ci preoccupassimo di questo, i problemi saranno già mezzi risolti.

Comments are closed.