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Sono in molti a domandarsi come mai la FED sia fortemente intervenuta per salvare AIG (American International Group), probabilmente con una delle operazioni più grandi della storia (85 miliardi di dollari in cambio dell’80% del capitale) mentre non ha mosso un dito per salvare Lehman Brothers. Le regole del capitalismo si applicano forse una volta sì ed una no? In realtà caso per caso si è scelto il male minore, scegliendo tra gli effetti del fallimento e il “moral hazard” l’azzardo morale.
Facciamo una premessa: in ottica “capitalista”, impedire il fallimento di un’azienda non è una buona cosa, come qualcuno potrebbe pensare. Infatti, si creerebbe da un lato una asimmetria — perché i profitti vanno agli azionisti mentre le perdite vengono spalmate sulla collettività — dall’altro i manager sono spinti ad assumere rischi sempre maggiori, proprio perché tanto non l’azienda non pagherà le conseguenze se le cose andassero male. Inoltre anche i creditori e non sono spinti a valutare adeguatamente a chi prestano i soldi, perché l’attesa di un intervento di salvataggio costituisce una garanzia implicita. E così aziende “virtuose” e non sono di fatto equiparate, penalizzando chi ha strategie ponderate. Quindi la regola non scritta è “se un’azienda sta fallendo, bisogna lasciarla fallire, a meno che il fallimento non faccia più danni di un intervento“.

C’è un paragone interessante che fa Barry Ritholtz sul suo blog:

  • Lehman Brothers è come un bambino che tira la coda al cane. Tutti sanno che prima o poi il cane si irriterà e lo morderà. Ma quando succede è solo lui che si fa male.
  • Bear Stearns (la banca d’affari salvata in marzo) è come un bambino che gioca con i fiammiferi, se gli sfuggono di mano può non solo bruciarsi, ma bruciare tutto il vicinato. Ed infatti, la FED è intervenuta non tanto per salvare Bear Stearns, quanto per limitare le ricadute che ci sarebbero potute essere.
  • AIG è come un bambino finito in un laboratorio di ricerca sulla guerra batteriologica, che esce in giardino con un pugno di provette prese a caso nel laboratorio. Non si sa bene cosa possa succedere, potrebbe avere in mano solo acqua, oppure sostanze di cui non c’è ancora l’antidoto, e fare migliaia di morti.

AIG è la più grande compagnia assicurativa del mondo, ed un suo fallimento avrebbe avuto conseguenze incontrollabili. C’è spesso la convinzione che alcune aziende siano troppo grandi per essere lasciate fallire: se è vero, una delle prime di queste è AIG.

Va però sottolineata anche una importante differenza tra AIG e Lehman Brothers: nel caso di AIG, il problema è un problema di liquidità, più che di insolvenza. Infatti un elemento non trascurabile è che AIG è tra i principali emettitori e sottoscrittori di CDS (Credit Default Swap, contratti assicurativi nei quali una parte protegge un’altra dal rischio che alcuni titoli non vengano onorati alla scadenza): i contratti dei CDS prevedono che all’aumentare del rischio assicurato (che è notevolmente cresciuto negli ultimi mesi per causa della crisi dei mutui subprime) aumentino le garanzie offerte dall’assicuratore. Il che richiede di immobilizzare capitale.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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