Italia: un paese che ha smarrito il buon senso?

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Guardando la cronaca, viene sempre più forte il dubbio che il buon senso abbia ormai abbandonato l’Italia. Più che altro l’impressione è che le risposte ai problemi (che possono essere i comportamenti “contro la società”, così come i problemi economici) siano affrettate ed improvvisate, e nascano più da moti di stomaco che da ragionamenti cerebrali, creando situazioni che in alcuni casi sono al limite del paradossale, quando non vanno a ledere altri diritti fondamentali almeno quelli che si vuole tutelare.

Per esempio, c’è il caso del divieto introdotto nelle piscine comunali di Trento di fare foto, per proteggere i bambini dai pedofili. Con il risultato che ad esempio i genitori non possono fare foto ai figli (già un genitore è stato fermato). Un caso esemplare di provvedimento che nasce dalle fobie, e dove la malizia è probabilmente nell’occhio di chi guarda (cioè di chi vede qualcuno fare una foto..): dubitiamo che una seria lotta alla pedofilia si faccia in questo modo. Peraltro, se fosse un provvedimento un minimo sensato, non si capisce allora perché non debbano essere vietate anche le foto in spiaggia o per strada. Chiaramente c’è un problema (generale) di privacy, nel senso che se non è legittimo diffondere foto o immagini di persone che non hanno autorizzato l’uso della propria immagine: ma chiaramente il tema va probabilmente affrontato in modo diverso.

Oppure a l’ordinanza del sindaco di Novara che vieta di fermarsi in parchi e giardini in più di due persone, in totale spregio della Costituzione. Certo, la regola vale solo per le ore notturne, e certamente nasce da un’esigenza di evitare che i parchi diventino (o continuino ad essere) terra di conquista per i delinquenti. Ma non ci si può inventare nuovi divieti (peraltro prevedibilmente inutili) per compensare il fatto che non si riesce a fare rispettare quelli che ci sono già, anche perché se non si riesce a fare rispettare i vecchi, si parte già zoppi.
Piaccia o no, per migliorare la sicurezza serve spendere (per fare i controlli o, ad esempio – a occhio – in questo caso potrebbe essere utile un sistema di videosorveglianza) e non incassare (con multe e simili).

E a fare da cornice abbiamo che il governo ha ultimamente introdotto una serie di normative quantomeno “affrettate”, dei cui effetti non era pienamente consapevole. E’ il caso del caso-caos-brevetti, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, ma anche le norme sui precari (peraltro, forse incostituzionali), o la questione dell’assegno sociale (tagliato anche alle casalinghe). Certo, situazioni che sono state almeno in parte “rattoppate” (o che lo saranno), però – a prescindere dalle convinzioni politiche – è oggettivamente preoccupante un governo che fa leggi e decreti senza averne chiare le conseguenze. Soprattutto considerato che quello che ci si aspettava da questo governo, per il tipo di vittoria ottenuta alle elezioni, fosse soprattutto una capacità sfruttare la possibilità di “pianificare” e di “progettare”.

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4 pensieri su “Italia: un paese che ha smarrito il buon senso?”

  1. Sempre più spesso questi divieti, queste manovrine, queste leggi a scadenza, mi danno l’impressione che non si sa bene cosa fare; e per evitar di fare la cosa sbagliata. Si fa come diciamo noi in veneto “un taccon” si mette una toppa sperando che le cose si sistemino o che per lo meno si dia l’impressione di aver fatto qualcosa, (non sempre nel senso più giusto) e si lascia il problema a chi verrà dopo.

  2. Sempre più spesso questi divieti, queste manovrine, queste leggi a scadenza, mi danno l’impressione che non si sa bene cosa fare; e per evitar di fare la cosa sbagliata. Si fa come diciamo noi in veneto “un taccon” si mette una toppa sperando che le cose si sistemino o che per lo meno si dia l’impressione di aver fatto qualcosa, (non sempre nel senso più giusto) e si lascia il problema a chi verrà dopo.

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