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Io amo l’Italia e volo Alitalia. Questo lo slogan suggerito un po’ di tempo fa dal nostro buon Presidente del Consiglio per il rilancio della compagnia aerea. E la domanda che non si può fare a meno di porsi è “Ma perché?“. E’ un discorso che abbiamo già fatto in passato, ma credo torni di attualità visto che si parla molto in questi giorni del concretizzarsi di un piano per il “rilancio” dell’azienda.

Come già detto, il discorso “Alitalia italiana” poteva forse avere un significato prima della privatizzazione (quando “Alitalia era degli italiani”), anche se resto dell’idea che l’interesse principale da tutelare sia quello dei cittadini, in primo luogo gli utenti, e poi quello dei piccoli investitori ed azionisti, entrambe categorie le cui necessità che sono state ampiamente ignorate. Volendo pensare male, l’impressione di tutta la faccenda sembra quello di permettere ai soliti nomi della pseudo-finanza italiana di poter intascarsi una fetta della torta, a prescindere dalle capacità di rilanciare concretamente la compagnia. Impressione rafforzata dal fatto che i tagli del personale saranno più o meno quelli prospettati da Air France e il partner industriale potrebbe essere, a quanto pare, Air France.

Ma vorrei aggiungere un altro tassello ai discorsi su Alitalia, e cioè l’aspetto (a mio parere sottovalutato) della concorrenza con le ferrovie. Da un punto di vista strategico nazionale, sarebbe a mio parere rafforzare i servizi ferroviari anziché quelli aerei. Ad esempio, l’esistenza di un volo Milano-Roma si giustifica solo con la pessima qualità dei servizi ferroviari italiani, dato che tra tempi di check-in, trasferimento verso l’areoporto e poi verso la destinazione, i tempi complessivi non sono poi molto minori, anzi: e questo senza neanche prendere in considerazione possibili ritardi e condizioni meteo sfavorevoli (nebbia).

Dato che la capacità di soddisfare il bisogno di trasporto è analoga per aereo e treno, sarebbe forse opportuno privilegiare quest’ultimo, dato che se adeguatamente strutturato (ed infrastrutturato, aggiungerei) può essere in grado di soddisfare i bisogni di trasporto in modo più efficace (capacità di trasportare più passeggeri, fare qualche fermata intermedia, ecc.), ed efficiente (con una buona organizzazione, i costi per i passeggeri dovrebbero essere minori nel caso del treno che in quello dell’aereo). Senza contare anche gli aspetti ambientali, dato che gli aerei sono accusati di essere tra i principali responsabili di emissioni di gas serra.

Quindi se è vero che un servizio aereo adeguato è importante per tratte medio-lunghe (che però attualmente non sono il business principale di Alitalia, in realtà), sarebbe piuttosto opportuno investire in infrastrutture ferroviarie (compresa la “famigerata” alta velocità) per le tratte medio-brevi.

Per chiudere, vale la pena sottolineare che l’analisi della concorrenza linee aeree-ferrovie non è un idea balzana, ma dovrebbe essere una considerazione che un qualunque esperto di marketing (dove per marketing intendiamo marketing “strategico”, non comunicazione) dovrebbe fare, perché se è vero che sono settori diversi, è vero che dal punto di vista dell’utente soddisfano lo stesso bisogno — quello dello spostamento. Anzi, si dovrebbe iniziare a tenere in considerazione anche settori completamente differenti, come ad esempio quello della videoconferenza via internet, che può ridurre il bisogno di movimento e quindi di trasporto.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Caro articolista.Forse,grazie a Dio,l’Alitalia non ci sarà più ;non solo perchè gli hanno cambiato nome ma perchè il nuovo azionariato è costituito da imprenditori che non intendono “perderci”.A casa,quindi tutto il personale compromesso con i governi,assunto per scambio di “favori”.Condivido la soluzione treni,ma anche quello è un settore disatrato.Il futuro? Treni seri e cabotaggio marittimo (per le merci che possono accedervi) con creazione di raccordi ferroviari perpedicolari alle coste.Graduale abolizione del trasporto su gomma. Ma!

  2. Caro articolista.Forse,grazie a Dio,l’Alitalia non ci sarà più ;non solo perchè gli hanno cambiato nome ma perchè il nuovo azionariato è costituito da imprenditori che non intendono “perderci”.A casa,quindi tutto il personale compromesso con i governi,assunto per scambio di “favori”.Condivido la soluzione treni,ma anche quello è un settore disatrato.Il futuro? Treni seri e cabotaggio marittimo (per le merci che possono accedervi) con creazione di raccordi ferroviari perpedicolari alle coste.Graduale abolizione del trasporto su gomma. Ma!

  3. Inizio invece a temere che Alitalia non ce la toglieremo dai piedi.
    Forse avrete sentito che si parla di spostare il personale “tagliato” da Alitalia alle Poste, al Catasto, all’Agenzia delle Entrate.

    Insomma, alla fine gli scambi di favori rimangono (credevate davvero il contrario). Forse anche in modo più osceno, dato che si tratta di enti che avevano le assunzioni più o meno bloccate perché erano già troppi…

    Perché Codacons e compagnia non rompono le balle su queste assunzioni politiche che pesano sulle tasche degli italiani, anziché sparare vaccate in cerca di visibilità?

    PS: non è che voglio che i 5000 esuberi di Alitalia siano mandati sotto un ponte, giusto aiutarli a trovare un lavoro, ma assumerli automaticamente in ruoli per i quali non hanno competenze e dove non c’è bisogno di loro è a mio parere semplicemente osceno.

  4. Inizio invece a temere che Alitalia non ce la toglieremo dai piedi.
    Forse avrete sentito che si parla di spostare il personale “tagliato” da Alitalia alle Poste, al Catasto, all’Agenzia delle Entrate.

    Insomma, alla fine gli scambi di favori rimangono (credevate davvero il contrario). Forse anche in modo più osceno, dato che si tratta di enti che avevano le assunzioni più o meno bloccate perché erano già troppi…

    Perché Codacons e compagnia non rompono le balle su queste assunzioni politiche che pesano sulle tasche degli italiani, anziché sparare vaccate in cerca di visibilità?

    PS: non è che voglio che i 5000 esuberi di Alitalia siano mandati sotto un ponte, giusto aiutarli a trovare un lavoro, ma assumerli automaticamente in ruoli per i quali non hanno competenze e dove non c’è bisogno di loro è a mio parere semplicemente osceno.

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