Il problema è che i mercati resistono troppo alle crisi?

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C’è una interessante chiave di lettura dell’economista canadese Myron Scholes sulla natura della crisi. La probabilità che si verifichino grossi “shock” sui mercati è amplificata dalla capacità dei mercati stessi di assorbirli.

Il concetto in realtà è relativamente semplice, e si spiega con la propensione al rischio: se le azioni non hanno conseguenze pesanti (ad esempio, anche perché le negatività vengono risolte da interventi pubblici) aumenta la propensione verso comportamenti rischiosi, in grado di causare uno shock per il mercato.

A mio parere è una chiave di lettura “parziale”, ma importante, soprattutto nella gestione delle crisi: se è importante tutelare i consumatori e gli investitori, è vero anche che è altrettanto importante che chi ha seguito una strategia perdente ne subisca le conseguenze. Se vado al casinò e quando vinco mi tengo i soldi, ma quando perdo paga qualcun altro, è ovvio che sarò spinto a seguire le strategie che mi danno la possibilità di vincere le somme più alte, dato che non mi interessa se sono anche le più rischiose – visto che per me non sono rischiose.

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