Efficacia dei fondi pubblici e l'accessibilità del ponte di Calatrava a Venezia

0 Flares 0 Flares ×

Ecco un’occasione per chiarire che cosa intendo quando scrivo di efficacia nell’impiego delle risorse pubbliche: il “ponte di Calatrava” a Venezia, il nuovo ponte che collegherà la zona della stazione con la zona di Piazzale Roma (quella dove arrivano le auto, per intenderci), ponte che ha suscitato molte polemiche non solo a livello locale ma anche nazionale, tanto da spingere il sindaco di Venezia Cacciari ad annullare l’inaugurazione ufficiale che avrebbe dovuto vedere la presenza del Presidente della Repubblica, per ripiegare su una cerimonia molto più in sordina.

Non entro nel merito della necessità del ponte (lascio la questione ai veneziani) né del suo valore artistico (lascio la questione agli architetti e agli esperti d’arte), ma vorrei dire due parole sull’ultimo tema fonte di polemiche, cioè la scarsa accessibilità del ponte per i disabili. Il ponte prevede l’installazione di una sofisticata “ovovia”, una sorta di ascensore orizzontale che potrà trasportare chi non è in grado di fare gli scalini.

Permettetemi di essere un po’ controcorrente, e di esprimere un dubbio: che senso ha spendere centinaia di migliaia di euro per l’accessibilità di un unico ponte nella città di Venezia? Un ponte che, anche se perfettamente “accessibile”, per una persona con limiti di mobilità sarebbe probabilmente irraggiungibile o quasi, e non porterebbe da nessuna parte o quasi.

Non sarebbe molto più funzionale migliorare l’accessibilità di taxi e vaporetti, e metterli in condizione di proporre tariffe agevolate (magari quasi simboliche) a chi ha difficoltà di movimento, o anche alle mamme con carrozzina? Tanto più che a quanto si legge, l’ovovia impiegherebbe circa 17 minuti per attraversare il ponte, un tempo che forse non consentirebbe ad un taxi di arrivare a destinazione, ma probabilmente arriverebbe un po’ oltre il ponte.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

5 pensieri su “Efficacia dei fondi pubblici e l'accessibilità del ponte di Calatrava a Venezia”

  1. La tua osservazione su cosa serve fare un ponte con la possibilita’ di essere attraversato anche dai non deambulanti quando, dopo averlo attraversato, il resto della citta’ e’ quasi impossibile a queste persone, forse e’ anche fondata.
    Ma qui il discorso e’ che c’e’ una legge che prevede che ogni nuova opera pubblica realizzata non abbia barriere architettoniche o presenti soluzioni alternative per i non deambulanti. E creare un’eccezzione a questa legge, anche se si tratta di Venezia, secondo me puo’ avere conseguenze incerte.
    Tu proponi di garantire servizi funzionanti e agevolati; sarebbe una soluzione ma, in un citta’ dove esiste una vera e propria mafia dei trasporti abusivi su barca, si tramuterebbe ugualmente in uno spreco di denaro pubblico.

  2. La tua osservazione su cosa serve fare un ponte con la possibilita’ di essere attraversato anche dai non deambulanti quando, dopo averlo attraversato, il resto della citta’ e’ quasi impossibile a queste persone, forse e’ anche fondata.
    Ma qui il discorso e’ che c’e’ una legge che prevede che ogni nuova opera pubblica realizzata non abbia barriere architettoniche o presenti soluzioni alternative per i non deambulanti. E creare un’eccezzione a questa legge, anche se si tratta di Venezia, secondo me puo’ avere conseguenze incerte.
    Tu proponi di garantire servizi funzionanti e agevolati; sarebbe una soluzione ma, in un citta’ dove esiste una vera e propria mafia dei trasporti abusivi su barca, si tramuterebbe ugualmente in uno spreco di denaro pubblico.

  3. Io non sono molto d’accordo, anche se capisco quello che intendi dire.

    Personalmente non la considero un’eccezione alla legge il fatto di fornire la possibilità di attraversare un canale in modo alternativo, è come un palazzo che ha due ingressi, uno con le scale e l’altro con l’ascensore.

    E per quanto sia effettivamente un problema, non si può partire dal presupposto che la gente si comporta in modo illegale… se si accetta implicitamente il fenomeno degli abusivi, di fatto lo si ratifica.

  4. Io non sono molto d’accordo, anche se capisco quello che intendi dire.

    Personalmente non la considero un’eccezione alla legge il fatto di fornire la possibilità di attraversare un canale in modo alternativo, è come un palazzo che ha due ingressi, uno con le scale e l’altro con l’ascensore.

    E per quanto sia effettivamente un problema, non si può partire dal presupposto che la gente si comporta in modo illegale… se si accetta implicitamente il fenomeno degli abusivi, di fatto lo si ratifica.

I commenti sono chiusi.