Detassare i premi delle medaglie olimpiche? Perché no. Ma…

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Alcuni atleti hanno lanciato un appello per chiedere la detassazione dei premi monetari collegati alle medaglie olimpiche (si parla di cifre attorno ai 75.000 euro lordi per la medaglia d’oro). Le motivazioni in realtà sono molto meno campate in aria di come qualcuno suppone. La questione è infatti che si vorrebbe equiparare i premi sportivi ai premi di produzione, per i quali il governo ha introdotto un regime fiscale agevolato (così come per gli straordinari).
Anzi, aggiungerei una differenza rei premi olimpici rispetto ai premi di produzione: i primi rappresentano sicuramente il raggiungimento di un risultato di eccellenza, al contrario dei premi di produzione che spesso vengono usati in modo improprio dalle aziende.
Insomma, la questione è un po’ diversa da “gli altleti devono pagare le tasse o no?”, che sembra essere l’interpretazione di più di qualcuno: è ovvio che una tassazione “ad personam” non sarebbe accettaibile (è vero che gli atlteti portano prestigio all’italia… così come fanno migliaia di aziende e i loro dipendenti).

A far da cornice alla questione, c’è il fatto che ogni tanto ci si rende conto (più o meno improvvisamente) di quanto sia elevata la pressione fiscale in italia, soprattutto comparata con altri paesi. Sappiamo tutti purtroppo che tagliare le tasse non è così facile come si vorrebbe, certo però che se i soldi delle tasse fossero spesi in modo più efficace, probabilmente agli italiani darebbe un po’ meno fastidio pagarle.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

9 pensieri su “Detassare i premi delle medaglie olimpiche? Perché no. Ma…”

  1. Uhm… la pressione fiscale in Italia è certo alta, ma non mi sembra che di ciò possano lagnarsi gli atletiche, proprio grazie alla alta pressione fiscale, possono essere de facto degli stipendiati dello Stato. Vorrei osservare che pressoché tutti gli atleti olimpici risultano essere formalmente poliziotti, carabinieri guardie carcerarie e così via. Ovviamente, nessuno di questi fa né il poliziotto né la guardia carceraria.
    Ora, questi signori vengono così mantenuti dallo Stato proprio con i soldi di quella fiscalità che tanto avversano. A rigore, mi sembrerebbe che il premio olimpico lo dovrebbe intascare lo Stato quale parziale e aleatorio rimborso delle spese sostenute per erogare agli atleti una vita di retribuzioni e di contribuzioni previdenziali.
    etienne64

  2. Uhm… la pressione fiscale in Italia è certo alta, ma non mi sembra che di ciò possano lagnarsi gli atletiche, proprio grazie alla alta pressione fiscale, possono essere de facto degli stipendiati dello Stato. Vorrei osservare che pressoché tutti gli atleti olimpici risultano essere formalmente poliziotti, carabinieri guardie carcerarie e così via. Ovviamente, nessuno di questi fa né il poliziotto né la guardia carceraria.
    Ora, questi signori vengono così mantenuti dallo Stato proprio con i soldi di quella fiscalità che tanto avversano. A rigore, mi sembrerebbe che il premio olimpico lo dovrebbe intascare lo Stato quale parziale e aleatorio rimborso delle spese sostenute per erogare agli atleti una vita di retribuzioni e di contribuzioni previdenziali.
    etienne64

  3. gli atleti per la maggior parte fanno parte dei gruppi sportivi delle forze armate. Il loro lavoro consiste nell’allenarsi per portare a casa qualche medaglia. Li paghiamo noi con le nostre tasse (13^ e 14^ incluse).

  4. gli atleti per la maggior parte fanno parte dei gruppi sportivi delle forze armate. Il loro lavoro consiste nell’allenarsi per portare a casa qualche medaglia. Li paghiamo noi con le nostre tasse (13^ e 14^ incluse).

  5. Gli atleti sono stipendiati dallo stato… e quindi? E’ un discorso che non c’entra: se uno fa un lavoro fatto bene, dovrebbe avere un riconoscimento. Perché i premi olimpici non dovrebbero essere equiparati ai premi produzione?

    E poi a dirla tutta se bisogna stipendiare gente per “non far niente” meglio stipendiare gli atleti che almeno fanno gli atleti, piuttosto che quei dipendenti/ex-dipendenti di Alitalia che hanno l’unico merito di essere l’amico dell’amico di qualcuno che conta…

  6. Gli atleti sono stipendiati dallo stato… e quindi? E’ un discorso che non c’entra: se uno fa un lavoro fatto bene, dovrebbe avere un riconoscimento. Perché i premi olimpici non dovrebbero essere equiparati ai premi produzione?

    E poi a dirla tutta se bisogna stipendiare gente per “non far niente” meglio stipendiare gli atleti che almeno fanno gli atleti, piuttosto che quei dipendenti/ex-dipendenti di Alitalia che hanno l’unico merito di essere l’amico dell’amico di qualcuno che conta…

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