Italia, ovvero: come fare diventare casi nazionali le banalità e viceversa

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Forse con questo post siamo un po’ “off-topic”, certo che però ogni tanto viene da chiedersi se l’Italia sia un paese “senza speranza”, dato il grandissimo talento generale nel trasformare le questioni più banali in casi nazionali, e viceversa far spesso sparire le questioni più importanti in un trafiletto in qualche pagina interna.

Lo spunto di questa (amara) riflessione mi viene dalla notizia della denuncia del giostraio che nel luna park dell’Idroscalo aveva aggiunto una nuova attrazione, un manichino che simulava l’effetto della sedia elettrica, che immagino abbiate tutti sentito più e più volte. Ora, pur ammettendo di non aver visto questa “attrazione”, faccio piuttosto fatica a capire che differenza vi sia tra un manichino fulminato su una sedia elettrica ed un manichino ghigliottinato, classica attrazione dal “casa degli orrori”. Per carità, saranno certo attrazioni macabre e di cattivo gusto, ma non si capisce da quando in qua ci si aspetti che la casa degli orrori di un luna park debba essere il teatro del “buon gusto”.

La cosa che lascia molto perplessi è che molta gente che critica questa attrazione sembra seriamente convinta di combattere in questo modo la pena di morte, e dovrebbe far riflettere il fatto che molti di quanti si scandalizzano di fronte al manichino siano rimasti più o meno impassibili per tutte le 5.851 (vere) esecuzioni che ci sono state nel mondo nel 2007.

Viene fin troppo facile dire che la lotta alla pena di morte non si fa certo nei luna park. A meno che la differenza tra i manichini ghigliottinati e quelli fulminati sia che la ghigliottina non è più usata mentre la sedia elettrica sì, e la presenza di un manichino di questo tipo ricorda che la pena di morte c’è veramente. E in effetti il dubbio che viene è proprio questo, che con italico stile l’obiettivo primario sia dimenticarsi che i problemi esistono, accanendosi sulle situaizoni che ce li ricordano e lasciando perdere il problema vero (primo, perché è molto più difficile da affrontare; secondo, perché tanto, se ci si dimentica abbastanza che c’è, non serve neppure affrontarelo).

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