0 Flares 0 Flares ×

Fannie Mae e Freddie Mac sono le principali banche(*) americane che operano nel campo dei mutui (ma in questo caso di quelli prime, quelli più sicuri) e sono in un periodo di grossa difficoltà. Va detto che queste difficoltà non sono una sorpresa, né sono emerse all’improvviso, quanto piuttosto rientrano nello scenario pessimistico delle conseguenze della crisi iniziata con i mutui subprime.

La ragione delle difficoltà di Fannie Mae e Freddie Mac è per certi versi una conseguenza dell’aver sempre operato sulla base di forti garanzie: ma oggi, che il rischio è più elevato, si trovano con una base di capitale troppo ridotta rispetto a quanto sarebbe necessario..

L’aspetto importante è che Fannie Mae e Freddie Mac sono due GSE, Government Sponsored Enterprises, servizi finanziari creati dal Congresso degli Stati Uniti con la funzione di supportare il credito a specifici settori dell’economia, con l’obiettivo anche di migliorare l’efficienza e la trasparenza dei mercati dei capitali. Infatti, Fannie Mae è il nome con cui è conosciuta la Federal National Mortgage Association (FNMA), che ha avuto in pratica il monopolio dei mutui in USA da quando è nata (nel 1938) fino alla fine degli anni sessanta, mentre il nome completo di Freddie Mac è Federal Home Loan Mortgage Corporation (FHLMC).

Va detto che però sia Fannie Mae che Freddie Mac sono legalmente soggetti privati, e il coinvolgimento statale è “implicito” (non c’è nessuna garanzia formale), che però ha consentito comunque il generarsi di una sensazione di affidabilità che ha forse spinto sia gli investitori che gli stessi manager delle società a sottovalutare i rischi.

Il presidente Bush è subito intervenuto annunciando che saranno prese misure a sostegno delle due banche, ma questa non è conseguenza solo del “chi sono” le banche in crisi, quanto piuttosto del fatto che Fannie Mae e Freddie Mac trattano direttamente o indirettamente (cioè acquistando i mutui emessi da altre banche) il 45% dei mutui erogati negli USA, per un totale di circa 4.500 miliardi di dollari. Insomma, inevitabile un “salvataggio ad ogni costo”, dato in caso contrario il rischio di un collasso del sistema economico USA non è tutt’altro che remoto, anche se le “disavventure” di Fannie Mae e Freddie Mac evidenziano l’esigenza di un ripensamento complessivo della finanza in generale.

(*) Fannie Mae e Freddie Mac, come visto, non sono propriamente banche in senso stretto, usiamo questo termine per comodità.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. ciao mark,
    ho letto dei commenti in internet di alcuni esperti o presunti tali sul fatto che alcune banche italiane a breve, faranno la fine di northen rock, sai dirmi qualcosa in merito?
    grazie

  2. ciao mark,
    ho letto dei commenti in internet di alcuni esperti o presunti tali sul fatto che alcune banche italiane a breve, faranno la fine di northen rock, sai dirmi qualcosa in merito?
    grazie

  3. Mah, dipende cosa si intende. Le banche italiane erano/sono un po’ meno esposte rispetto a quelle USA ed Inglesi. Chiaramente, però, la situazione attuale (la mancanza di profitti) potrebbe spingere alcune banche italiane a trovare conveniente farsi assorbire da gruppi più grandi, ma un paragone con Northern Rock mi pare un po’ azzardato.

    Se guardi, le banche che sono entrate in crisi sono quelle più specializzate, senza un portafoglio di attività diversificato che permettesse loro di gestire il rischio.

    In Italia viene in mente il caso di Italease: però non mi pare si possa considerare l’esempio di una “tipica banca italiana”

  4. Mah, dipende cosa si intende. Le banche italiane erano/sono un po’ meno esposte rispetto a quelle USA ed Inglesi. Chiaramente, però, la situazione attuale (la mancanza di profitti) potrebbe spingere alcune banche italiane a trovare conveniente farsi assorbire da gruppi più grandi, ma un paragone con Northern Rock mi pare un po’ azzardato.

    Se guardi, le banche che sono entrate in crisi sono quelle più specializzate, senza un portafoglio di attività diversificato che permettesse loro di gestire il rischio.

    In Italia viene in mente il caso di Italease: però non mi pare si possa considerare l’esempio di una “tipica banca italiana”

Comments are closed.