Crisi dell'immobiliare in USA: qualche numero per capire meglio

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Ho spesso l’impressione che in molti, in Italia non abbiano ben chiare le differenze tra le difficoltà che stanno passando gli USA e quelle che stiamo passando noi. Certamente, quello che stiamo passando noi non è certo un periodo d’oro, ma per quanto i settori immobiliare e finanziario siano in difficoltà, la situazione in USA è certamente diversa e indubbiamente più grave.

In primo luogo l’esasperazione dei prezzi aveva raggiunto livelli assolutamente insostenibili, e in diversi casi le abitazioni hanno dimezzato il loro valore. Ad esempio, ad Orange County, California, diverse abitazioni acquistate a oltre 500.000 dollari tra il 2005 ed il 2007 sono oggi all’asta per poco più di 300.000 dollari. La cosa che ha fatto indignare più di qualcuno è che alcuni venditori senza scrupoli sono riusciti anche negli ultimi mesi ad acquistare all’asta alcune case e a rivenderli ai “vecchi prezzi”: certo, può starci che un’asta giudiziaria a prezzi stracciati, però – sottolineano alcuni commentatori – com’è possibile che poi una banca accetti di concedere 500.000 dollari di mutuo per una casa che sul mercato ne vale, per esempio, 400.000? Insomma, sembrerebbe che le banche americane non abbiano imparato la lezione.

Per ultimo, chiudiamo con il grafico degli indici dei prezzi delle case calcolati da S&P/Case-Shiller: le due linee più grosse sono gli indici compositi delle prime 10 e delle prime 20 città. Più sottili ci sono gli andamenti delle singole città. L’indice è calcolato ponendo il prezzo al gennaio 2000 pari a 100: si può notare che i prezzi sono più che raddoppiati (ed in qualche caso – come Los Angeles e Miami – quasi triplicati) in sei anni. È interessante notare come se è vero che negli ultimi mesi la caduta dei prezzi è stata sicuramente rapida, già a metà 2006 era iniziata la discesa.

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