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Anche IWBank ha introdotto una versione delle funzionalità di internet banking ottimizzata per iPhone, così come ha fatto Webank, di cui avevamo parlato qualche giorno fa.

Si tratta di una dimostrazione dell’attenzione sempre maggiore delle banche (soprattutto quelle più innovative) verso le potenzialità dell’accesso multicanale, verso quello che potremmo definire “mobile banking”. Le funzioni sono in genere limitate ma non troppo, è possibile visualizzare il saldo e lo stato delle operazioni, disporre un bonifico, ricaricare il telefono cellulare, ma anche usufruire funzionalità di trading.

La domanda – naturale – che però viene da porsi è molto semplice: ma sono davvero funzioni utili? In altre parole, serve davvero disporre di queste funzionalità “in mobilità”, ovunque ci si trovi, o non sarebbe più che sufficiente aspettare di avere un computer a disposizione?

Personalmente, credo che per ora, probabilmente, per la maggior parte delle persone queste siano funzioni “in più”: chiaramente per chi fa trading il discorso è diverso, perché un monitoraggio continuo alle informazioni può essere premiante. Ma va anche detto che il monitoraggio dell’andamento dei titoli che si possiedono deve essere coerente con i propri obiettivi temporali di investimento: se si opera con logica da “cassettista” può essere controproducente controllare continuamente l’andamento del propri titoli, dato che può spingere ad agire in modo eccessivamente emozionale, abusando della possibilità di fare operazioni con conseguenze sfavorevoli per l’investimento.

A mio parere, le tecnologie di mobile banking sono interessanti soprattutto per le nuove opportunità che possono offrire, e quindi per un nuovo modello di fruizione dei servizi bancari. “Fruizione” che non vuol dire semplicemente usare un dispositivo al posto di un altro (un cellulare anziché un pc), ma il “significato” del servizio in sé. Ad esempio, una possibilità che si potrebbe schiudere – se queste tecnologie si diffondono abbastanza – è la possibilità di pagare con bonifico bancario in contesti diversi da quelli attuali.

Si potrebbe immaginare ad esempio che il bonifico in questo modo potrebbe almeno in parte andare a sostiutire gli assegni. Il meccanismo potrebbe essere che, se sono ad esempio in un negozio, per pagare potrei fare un bonifico sul conto del negoziante, ed inviargli (via e-mail o magari via bluetooth) una copia dell’ordine di bonifico. In questo modo il negoziante eviterebbe le complicazioni normalmente connesse con l’assegno, e cioè il fatto che possa essere falso o a vuoto, ma anche il doversi recare in banca a depositarlo. E anche il cliente beneficerebbe di una maggiore certezza dell’avvenuta transazione.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. ma chi sono questi di iw bank? è una banca nuova? deriva da una fusione di banche già esistenti?
    grazie

  2. ma chi sono questi di iw bank? è una banca nuova? deriva da una fusione di banche già esistenti?
    grazie

  3. Dipende cosa intendi per “nuova”: è una delle prime banche online italiane (con Webank e Fineco), dato che opera dal 1999. Adesso fa parte del gruppo BPU, prima era del gruppo IMI (“IWBank” all’inizio stava per “IMI-WEB Bank”). E’ quotata pubblicamente in borsa da poco più di un anno.
    Quindi rispetto ai “tempi bancari” tradizionali è certamente una banca nuova, per i “tempi di internet” è piuttosto vecchia…

  4. Dipende cosa intendi per “nuova”: è una delle prime banche online italiane (con Webank e Fineco), dato che opera dal 1999. Adesso fa parte del gruppo BPU, prima era del gruppo IMI (“IWBank” all’inizio stava per “IMI-WEB Bank”). E’ quotata pubblicamente in borsa da poco più di un anno.
    Quindi rispetto ai “tempi bancari” tradizionali è certamente una banca nuova, per i “tempi di internet” è piuttosto vecchia…

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