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Abbiamo più volte parlato del prezzo del petrolio, sottolineando spesso come un contributo delle quotazioni record sia venuto dall’indebolimento del dollaro (cfr. anche Prezzo del petrolio, cambio Euro-Dollaro e prezzo della benzina, e Allarme per il petrolio a 100 dollari, ma è giustificato fino in fondo?).

Torniamo sull’argomento per evidenziare come però anche la quotazione in euro del petrolio sia uscita dal “normale” trend (si può notare come la curva sia molto più “impennata” negli ultimi mesi). Infatti, un barile petrolio al 15 giugno 2008 costa l’equivalente di 86,26Euro, mentre fino a metà aprile la quotazione era intorno ai 70 Euro. In altre parole, un incremento del 22% in due mesi, un picco decisamente significativo, e che forse non ha avuto l’attenzione che meritava per l’abitudine a guardare il prezzo in dollari, che ormai ci ha abituato ad un andamento esplosivo.

La domanda che nasce spontanea è ovviamente “quanto aumenterà ancora il prezzo del petrolio”. Difficile dirlo: apparentemente, non hanno avuto alcun effetto i tentativi di frenare la speculazione (almeno non ancora, vogliamo ottimisticamente sperare), e la situazione sembra sempre più difficilmente controllabile. Soprattutto, la domanda di petrolio continua a sembrare piuttosto rigida, e quindi non si può contare su meccanismi di regolazione naturale dei mercati che potrebbero frenare il prezzo.


Il prezzo del petrolio WTI dal 1 settembre 2002 al 15 giugno 2008
(prezzo in dollari: nero – prezzo in euro: rosso)

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