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Forse avrete letto che è stata lanciata dal governo l’idea di “depenalizzare” gli errori medici. La cosa ha sollevato un vespaio di polemiche, ma mi sembra che non sia un’idea del tutto da scartare. Infatti, la questione ha importanti risvolti sia sui costi del servizio sanitario (e se volete, è per questo motivo che ne parliamo in un blog dedicato ad economia e finanza), che sulla sua qualità.

  • Per quanto riguarda i costi, gli effetti sono dovuti da un lato ai costi di assicurazione, ma anche ai costi legali conseguenti alle cause, cui poi si sommano risarcimenti di danni. Val la pena sottolineare che questi costi poi di fatto sono riversati sul cittadino (ad esempio, i 500 milioni di euro per assicurare le strutture pubbliche), in altre parole: paghiamo noi.
  • Per quanto riguarda la qualità, molti hanno notato un atteggiamento emergente da parte dei medici negli ultimi anni, che sembra orientato, più che a curare il malato, ad evitare di esporsi al rischio di una causa legale. Ad esempio con richieste di esami e ricoveri, non sempre così necessari: e a parte gli ulteriori, pesanti, effetti sui costi del servizio sanitario, ciò ha effetti anche sui tempi di attesa per questi servizi – attesa che inevitabilmente mette a rischio la possibilità di intervenire con cure in modo tempestivo.

La domanda che ci si può porre è se sia etico preoccuparsi dei costi, dato che equivale a dare un prezzo alla vita. A mio parere, la questione non è evitabile, poiché comunque le risorse disponibili sono limitate, e bisogna scegliere come allocarle. Non solo tra sanità ed altri impieghi, ma anche all’interno della sanità: meglio curare molte persone con un (non eccessivo) margine di errore, oppure poche in modo inoppugnabile?

A scanso di equivoci, credo sia opportuno sottolineare la differenza tra “errore”, “colpa”, “colpa grave” e “dolo”, differenza che apparentemente in Italia spesso viene totalmente trascurata, con l’abominevole tendenza a fare di tutta l’erba un fascio.

  • Il dolo è la volontarietà (nel commettere un reato), la consapevolezza che le proprie azioni andranno a provocare un danno.
  • La colpa grave, si ha nei casi un cui si agisce con “straordinaria ed inescusabile imprudenza”.
  • La colpa è invece mancata osservanza di regole di prudenza o perizia, legate al caso concreto.
  • L’errore è invece una situazione in cui, nonostante siano state prese tutte le attenzioni ragionevoli, gli esiti non sono quelli auspicati, per mancata o imprecisa conoscenza di alcuni elementi.

Per quanto sarebbe bello, non è realistico pensare che l’errore possa essere ridotto a zero, e non è ragionevole vedere in ogni errore una colpa (e questo vale per i medici come in qualunque altro campo). Anche perché poi alla fine piaccia o no, i medici sono comunque persone, dalle quali si può certamente pretendere impegno e professionalità, ma certo non infallibilità.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Ciao complimenti per il tuo blog molto interessante, mi farebbe piacere avere un tuo commento
    sull’ultimo mio post “Può una strategia elettorale ben studiata fare cambiare le sorti e rovesciare i
    pronostici? Ho inserito anche un sondaggio. Buona giornata da Tiziano

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