Rischio di credito e rischio di regolamento

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Quando si parla di rischi sui prestiti (di ogni tipo), spesso non si considera adeguatamente la distinzione tra:

  • Rischio di credito (o rischio economico o di insolvenza): cioè l’incapacità di rimborsare il prestito (“a qualunque scadenza”)
  • Rischio di regolamento (o rischio finanziario o di liquidità): l’incapacità di rimborsare il prestito alla scadenza prestabilita (ma la possibilità successiva).

L’aspetto importante è che il rischio di regolamento viene spesso “poco valutato e sottovalutato”, nel senso che si presta poca attenzione alla sua valutazione, e alla fine si tende a sottostimarlo. E questo si riscontra nelle situazioni più disparate. Un caso tipico è dalla famiglia che chiede un mutuo, e non tiene conto degli effetti che possono avere possibili spese straordinarie: che magari non annullano la capacità complessiva di rimborsare il mutuo, ma certo può mettere in grossa difficoltà su singole rate.

Ma la sottovalutazione spesso avviene anche da parte di chi concede i prestiti, e cioè le banche. E non solo nei rapporti con i privati ed i consumatori. Un’interessante chiave di lettura della crisi finanziaria ormai ben nota, è che le banche avrebbero sottovalutato il rischio di regolamento nei rapporti (ovverosia, nei prestiti) con soggetti finanziari che operavano in settori a rischio. E infatti, molti dei soggetti che sono crollati negli ultimi mesi sarebbero stati abbattuti dalla mancanza di liquidità, più che da perdite “reali”. E viene da chiedersi in che modo rischio di credito e rischio di regolamento siano stati conteggiati nelle svalutazioni apportate sui crediti a bilancio, da parte delle banche: se siano stati considerati in modo completo, oppure se ci sia ancora una sotto-stima, che potrebbe lasciare spazio ad ulteriori brutte sorprese per il futuro.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Ricerche Frequenti:

  • rischio di regolamento euro

12 pensieri su “Rischio di credito e rischio di regolamento”

  1. Sono quello che alcuni mesi fa, ti scriveva che tra poco vedrai la fila di gente che andrà in banca a ritirare la carta straccia..ma avranno brutte sorprese.
    Puff…!!!! i loro soldi non ci sono più, ma cosa vuoi che prestano le banche ancora, si stanno già scannando per trovare la liquidità per pagare i denari a scadenza..e pensa che storia, alcune banche ti dicono che ti danno un tasso più alto, BASTA CHE NON LI RITIRI..!!!!
    Sveglia ragazzo!!!

  2. Sono quello che alcuni mesi fa, ti scriveva che tra poco vedrai la fila di gente che andrà in banca a ritirare la carta straccia..ma avranno brutte sorprese.
    Puff…!!!! i loro soldi non ci sono più, ma cosa vuoi che prestano le banche ancora, si stanno già scannando per trovare la liquidità per pagare i denari a scadenza..e pensa che storia, alcune banche ti dicono che ti danno un tasso più alto, BASTA CHE NON LI RITIRI..!!!!
    Sveglia ragazzo!!!

  3. Bentornato, innanzi tutto.

    Se con questo intendi dire che ci siano un sacco di operatori finanziari che hanno fatto il gioco delle tre carte per vendere fumo e arricchirsi alle spalle degli altri, e che ci sono limiti alla trasparenza del sistema finanziario, sono d’accordo con te.

    Se invece intendi dire che “se tutti andassero a ritirare i soldi in banca, le banche non potrebbero restituirli” è, se mi permetti, una banalità, dato che perché sia possibile una cosa del genere, dovrebbe esserci come pre-requisito un mondo senza prestiti. Dato che se la banca presta i tuoi soldi, non può restituirteli quando decidi tu.

    Come credo di aver detto già qualche mese fa, la liquidità influenza il valore, ma non è il valore. Se ti presto qualcosa e non me lo puoi restituire appena te lo chiedo, magari mi fai un danno, ma non è vero che quel che ti ho prestato l’ho perso.

    La liquidità ha un valore (ad esempio un conto è mi presti la tua auto per un mese con il vincolo di poterla prendere se ti serve, un conto è se me la dai e me la tengo io qualunque cosa succeda) e non ci vedo nulla di sconvolgente nel fatto che se ti impegni a non ritirare il “capitale”, ti diano di più.

  4. Bentornato, innanzi tutto.

    Se con questo intendi dire che ci siano un sacco di operatori finanziari che hanno fatto il gioco delle tre carte per vendere fumo e arricchirsi alle spalle degli altri, e che ci sono limiti alla trasparenza del sistema finanziario, sono d’accordo con te.

    Se invece intendi dire che “se tutti andassero a ritirare i soldi in banca, le banche non potrebbero restituirli” è, se mi permetti, una banalità, dato che perché sia possibile una cosa del genere, dovrebbe esserci come pre-requisito un mondo senza prestiti. Dato che se la banca presta i tuoi soldi, non può restituirteli quando decidi tu.

    Come credo di aver detto già qualche mese fa, la liquidità influenza il valore, ma non è il valore. Se ti presto qualcosa e non me lo puoi restituire appena te lo chiedo, magari mi fai un danno, ma non è vero che quel che ti ho prestato l’ho perso.

    La liquidità ha un valore (ad esempio un conto è mi presti la tua auto per un mese con il vincolo di poterla prendere se ti serve, un conto è se me la dai e me la tengo io qualunque cosa succeda) e non ci vedo nulla di sconvolgente nel fatto che se ti impegni a non ritirare il “capitale”, ti diano di più.

  5. Sono sempre l’anonimo..
    allora sei di coccio..
    le banche non prestano nulla…
    ne i tuoi soldi e ne i miei…
    tutto quello che fanno è scrivere sul tuo conto un accredito di denaro, ma questo denaro è puramente virtuale, non esiste.. LO DIGITA SUL COMPUTER!!!!
    quindi quello che fa la banca non è altro che una promessa di pagamento, infatti ti promette che ti da i soldi..
    MA TUTTO QUESTO LO FA CON UN’ACCREDITO SU UN PEZZO DI CARTA CHE NON E’ ALTRO CHE IL TUO CONTO CORRENTE..
    QUESTA E’ LA SUA PROMESSA..
    La promessa della controparte( il cliente)..secondo te cosa gli da alla banca..CARCIOFI????
    CERTO CHE NO!!!
    Il cliente deve restituire in denaro( ecco che qui il denaro esiste)…oppure pensi che in banca gli porti ZUCCHINE????
    In più il cliente, per il contratto di prestito che ha sottoscritto, gli deve dare anche gli interessi, e anche quelli sono REALI..oppure secondo te gli da CAROTE????
    Il sistema delle promesse sia per l’una che per l’altra) da al cliente il potere d’acquisto, ma è validato SOLAMENTE perchè viene accettato dalle altre banche, i soldi ritornano in quel circuito..
    MA I SOLDI SONO SOLO QUELLI CHE HA PORTATO IL CLIENTE…CHE A SUA VOLTA LI HA TOLTI AD ALTRE PERSONE…E COSI’ VIA…
    ti saluto

  6. Sono sempre l’anonimo..
    allora sei di coccio..
    le banche non prestano nulla…
    ne i tuoi soldi e ne i miei…
    tutto quello che fanno è scrivere sul tuo conto un accredito di denaro, ma questo denaro è puramente virtuale, non esiste.. LO DIGITA SUL COMPUTER!!!!
    quindi quello che fa la banca non è altro che una promessa di pagamento, infatti ti promette che ti da i soldi..
    MA TUTTO QUESTO LO FA CON UN’ACCREDITO SU UN PEZZO DI CARTA CHE NON E’ ALTRO CHE IL TUO CONTO CORRENTE..
    QUESTA E’ LA SUA PROMESSA..
    La promessa della controparte( il cliente)..secondo te cosa gli da alla banca..CARCIOFI????
    CERTO CHE NO!!!
    Il cliente deve restituire in denaro( ecco che qui il denaro esiste)…oppure pensi che in banca gli porti ZUCCHINE????
    In più il cliente, per il contratto di prestito che ha sottoscritto, gli deve dare anche gli interessi, e anche quelli sono REALI..oppure secondo te gli da CAROTE????
    Il sistema delle promesse sia per l’una che per l’altra) da al cliente il potere d’acquisto, ma è validato SOLAMENTE perchè viene accettato dalle altre banche, i soldi ritornano in quel circuito..
    MA I SOLDI SONO SOLO QUELLI CHE HA PORTATO IL CLIENTE…CHE A SUA VOLTA LI HA TOLTI AD ALTRE PERSONE…E COSI’ VIA…
    ti saluto

  7. Stai inquadrando male il problema.

    Diciamo che la banca si limiti a digitare cifre sul computer, questo non ha nulla a comunque che vedere con la bontà o meno delle cifre.

    Trascuri un particolare non certo secondario: tu con quelle “cifre” ci compri delle cose che hanno “valore vero”, ad esempio una casa. Quindi perché non dovresti ripagare la casa con “valore vero”? La banca, in quest’ottica in realtà non fa nient’altro da “garantire” che tu quel valore vero (con cui ti sei comprato la casa, ma che non hai ancora prodotto) lo produrrai veramente.

    Tornando al principio base che alla fin fine è sempre un baratto: uno scambio va valutato in base agli “oggetti” che vengono scambiati. Se io scambio una casa con tot di cose che produrrò (cioè il mio lavoro), lo scambio è buono comunque, se la casa c’è e la mia “produzione” viene fatta, indipendentemente da cosa uso per agevolare lo scambio, che sia carta, informazioni sul computer o sassi (peraltro, ti faccio notare che ogni tipo di moneta – compresa la cartamoneta e l’oro – sono utilizzabili solo sulla base di convenzioni).

    In altre parole: i “soldi” prestati non sono buoni a seconda che siano di carta, di metallo, di elettricità o altro, ma a seconda che descrivano un valore reale, cioè che il prestito venga ripagato o meno.

  8. Stai inquadrando male il problema.

    Diciamo che la banca si limiti a digitare cifre sul computer, questo non ha nulla a comunque che vedere con la bontà o meno delle cifre.

    Trascuri un particolare non certo secondario: tu con quelle “cifre” ci compri delle cose che hanno “valore vero”, ad esempio una casa. Quindi perché non dovresti ripagare la casa con “valore vero”? La banca, in quest’ottica in realtà non fa nient’altro da “garantire” che tu quel valore vero (con cui ti sei comprato la casa, ma che non hai ancora prodotto) lo produrrai veramente.

    Tornando al principio base che alla fin fine è sempre un baratto: uno scambio va valutato in base agli “oggetti” che vengono scambiati. Se io scambio una casa con tot di cose che produrrò (cioè il mio lavoro), lo scambio è buono comunque, se la casa c’è e la mia “produzione” viene fatta, indipendentemente da cosa uso per agevolare lo scambio, che sia carta, informazioni sul computer o sassi (peraltro, ti faccio notare che ogni tipo di moneta – compresa la cartamoneta e l’oro – sono utilizzabili solo sulla base di convenzioni).

    In altre parole: i “soldi” prestati non sono buoni a seconda che siano di carta, di metallo, di elettricità o altro, ma a seconda che descrivano un valore reale, cioè che il prestito venga ripagato o meno.

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