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L’inflazione che riguarda i generi alimentari è, se mi permettete una banalità, “un po’ più inflazione” nel senso che mentre molte altre cose sono “accessorie”, e se ne può fare a meno con qualche sacrificio, il cibo è indispensabile. Per questo qualche tempo fa scrivevo che gli indici dell’inflazione hanno significato dal punto di vista macroeconomico ma meno dal punto di vista pratico, dato che un paniere “generale” non rappresenta adeguatamente questo aspetto.

Come probabilmente tutti saprete, quello dell’aumento dei prezzi del cibo è un problema a livello mondiale, con effetti estremamente drammatici in alcuni paesi. Il fatto però è che la causa non è riconducibile a speculazioni, ma a condizioni del “mercato”, della domanda ed offerta di cibo, che non sono transitorie ma anzi tenderanno probabilmente ad accentuarsi ancor di più nel futuro.

  • aumento della popolazione a livello mondiale;
  • aumento della domanda di cibo “pregiato” richiesta dai “paesi emergenti” – come accennato a proposito dei prezzi del petrolio, Cina e India sono paesi che da soli costituiscono il 37% della popolazione mondiale, e stanno avvicinando sempre più il loro tenore di vita a livelli “occidentali”;

A questo quadro generale si aggiungono altri fattori aggravanti, come:

  • mutamenti climatici che incidono sui raccolti;
  • domanda di bio-carburanti, che sottraggono terreni all’agricoltura alimentare (peraltro, diverse ricerche dimostrerebbero che i “bio-carburanti”, oltre che costare più del petrolio – a parità di tassazione – inquinerebbero anche molto di più, se si considera il ciclo complessivo di produzione).

Si vede quindi che il problema non si risolve con uno schioccare delle dita ma serve un approccio strategico per affrontarlo. In questo caso, probabilmente è necessaria da un lato una educazione dei consumatori (perché consumino maggiormente i generi alimentari a “minor impatto ambientale”) e una strategia a a livello energetico (per ridurre la richiesta di bio-carburanti ma anche di petrolio).

Per ultimo, credo interessante inoltre notare due lezioni, che valgono in questo caso ma sono una sorta di regole che si stanno sempre più confermando nei vari aspetti dell’economia:

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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