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Visto che un paio di amici mi hanno chiesto cosa ne penso del risultato delle elezioni, spendo due righe per dire che a mio parere molte delle analisi che sono state fatte sull’esito delle elezioni, sono piuttosto imprecise, distorte da schemi mentali che non rappresentano la realtà.

La chiave di lettura del risultato è che in molti hanno deciso di votare Lega Nord anziché Sinistra Arcobaleno, nonostante fino a ieri avessero votato i partiti che sono confluiti nel movimento. Ma il motivo credo sia da ricondurre solo fino ad un certo punto a “protesta”, e non regge il discorso che l’astensionismo ha penalizzato la sinistra, perché “astensionismo” non c’è stato, come al solito le statistiche vanno guardate bene, e se è vero che quest’anno c’è stata un’affluenza alle urne di 4-5 punti percentuali in meno delle scorse elezioni, è vero anche che la scorsa tornata elettorale aveva visto un’affluenza record.

La vera interpretazione è questa fetta di popolazione si riconosceva nella sinistra perché se ne sentiva parte, perché aveva la sensazione che non fosse un partito “calato dall’alto” ma un qualcosa in cui avevano voce, in cui avevano modo di far valere le loro esigenze, ed i loro desideri: insomma “scrivere” il programma anziché semplicemente scegliere tra quelli presentati da altri. E questo vale non solo per chi attivamente ha giocato qualche ruolo, ma anche di quei molti – la maggior parte – che semplicemente “pensavano che se avessero avuto bisogno, avrebbero trovato un supporto“.

La Sinistra Arcobaleno ha abbandonato questa prospettiva, dimenticando di essere “un’espressione della ‘base'”. Molti oggi citano i fischi di Mirafiori come segno non compreso dei problemi della sinistra, ma a me pare molto più significativo il gelato in faccia a Caruso, leader dei no-global campani era stato candidato dalla Sinistra Arcobaleno come capolista in Veneto. La scelta di candidare Francesco Caruso in Veneto è stata da alcuni vissuta quasi come un tradimento, soprattutto per le modalità di scelta, sentite una sorta di imposizione dall’alto, l’esatta antitesi di quello che è la richiesta di quell’elettorato.

Non deve quindi sorprendere che questi elettori si siano spostati verso l’altro movimento che viene sentito come “un’espressione del popolo”, la Lega, appunto.

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