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Ormai qualche giorno fa, il presidente dell’Antitrust Carticalà parlava delle difficoltà delle famiglie italiane con in mutui. I numeri sono significativi: più di 400.000 famiglie in difficoltà col mutuo e oltre 100.000 a rischio di insolvenza.

Permettetemi però una considerazione che forse sarà antipatica: è vero che le banche non hanno correttamente guidato la scelta dei loro clienti, ma credo che emerga un anche problema di “cultura finanziaria”, di cui in Italia siamo carenti. In altre parole, bisogna (purtroppo) essere in grado di fare da soli i proprio interessi: non si può pretendere che li faccia quella che è la controparte, che ha i suoi interessi. Questo è tanto più vero se si considera che oggi comunque i tassi di interesse sono ben al di sotto della “media storica”, e per cui non si possono considerare “anormalmente elevati”.

Poi, nessuno nega che la trasparenza debba e possa essere migliorata (mi torna in mente la difficoltà di un lettore a sapere quanto poteva permettersi di mutuo), per consentire una scelta consapevole.

Ad esempio, sarebbe interessante che le banche offrissero un calcolatore finanziario per i mutui che funzioni “al contrario” di quelli attuali, e cioè che non parta dall’importo richiesto per arrivare alla rata, ma parta dal reddito, dallo stipendio per calcolare il massimo importo di mutuo che uno può ottenere (tenendo conto del fatto che la rata non deve superare il terzo dello stipendio, ecc.). Anche perché queste situazioni di difficoltà non nascono solo dall’avidità delle banche, ma a volte anche dal “venire incontro” a richieste che sono un po’ oltre le possibilità reali di chi sta acquistando casa.

Avere una percezione chiara di “quanto si può realmente spendere” è tutt’altro che secondario: se 400.000 acquirenti di case si fossero accorti di avere a disposizione un budget minore (perché essere in oggi difficoltà col mutuo vuol dire aver speso troppo, al limite un po’ troppo per la casa e un po’ troppo poco per il mutuo scegliendo il tasso variabile anziché fisso) si sarebbero verosimilmente avuti effetti anche a livello di prezzi delle case – i venditori avrebbero probabilmente dovuto abbassare le loro pretese.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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