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Posso dire che c’è una cosa che mi ha fortemente colpito di questa tornata elettorale: il divieto di portare “apparecchi atti a fotografare” all’interno delle cabine. E’ una legge che non riesco a definire in altro modo che “italianamente idiota“.
Il fatto è che questa legge è un simbolo di come le cose vengano (non) affrontate in Italia: a risposta di un problema più o meno sentito, si propone una soluzione di fatto inapplicabile e che va a penalizzare solamente le persone oneste, senza alcun minimo effetto su chi invece si comporta scorrettamente.

E questa legge è proprio un classico esempio: va a complicare la vita e fa perdere tempo solo agli elettori “onesti” e a chi lavora nei seggi, senza che abbia alcun effetto pratico di prevenzione. Oppure qualcuno pensa veramente che uno che vuole – per qualsiasi motivo – fotografare o filmare il suo voto sia in qualche modo fermato dalla presenza di cartelli o dalla richiesta dei membri del seggio di non introdurre cellulari o fotocamere in cabina? Quando basta semplicemente dire “non ho un cellulare” dato che nessuno può controllare se è vero o no?
Non che con questo intenda dire che bisognerebbe essere perquisiti prima di votare, che sarebbe veramente un trattare da criminali a priori i cittadini. Probabilmente invece il problema, in questo caso, del “voto di scambio” andava affrontato in modo radicalmente diverso.

Credo che sia ora di smetterla in Italia di fare le leggi in questo modo, solo per poter dire “abbiamo fatto qualcosa”, senza affrontare i problemi di fondo e andando a penalizzare solo chi vorrebbe rispettare la legge.

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Ricerche Frequenti:

  • PROBLEMI FREQUENTI NEI SEGGI ELETTORALI

Comments

  1. Io credo che sia del tutto legittimo fare perquisizioni a campione, daltronde cosa ci stanno a fare sennò i carabinieri in ogni seggio?
    Il discorso del sentirsi criminale non sta in piedi, vado allo stadio da quando ho 14 anni e da allora vengo perquisito ogni domenica. Non mi sento un criminale perchè non lo sono, probabilmente chi si sente tale, lo è.
    Saluti

  2. Io credo che sia del tutto legittimo fare perquisizioni a campione, daltronde cosa ci stanno a fare sennò i carabinieri in ogni seggio?
    Il discorso del sentirsi criminale non sta in piedi, vado allo stadio da quando ho 14 anni e da allora vengo perquisito ogni domenica. Non mi sento un criminale perchè non lo sono, probabilmente chi si sente tale, lo è.
    Saluti

  3. Sono d’accordo con te, nel senso che se fosse previsto un metodo di controllo (che può essere la perquisizione “a campione”) la cosa può avere senso.
    Ma dato che così com’è la legge nessuno può essere perquisito, sarai d’accordo con me che è una legge “all’italiana”: così come fatta, è come se all’ingresso delle banche invece dei metal detector metti uno a chiedere “scusi, lei vuole fare una rapina?”.

  4. Sono d’accordo con te, nel senso che se fosse previsto un metodo di controllo (che può essere la perquisizione “a campione”) la cosa può avere senso.
    Ma dato che così com’è la legge nessuno può essere perquisito, sarai d’accordo con me che è una legge “all’italiana”: così come fatta, è come se all’ingresso delle banche invece dei metal detector metti uno a chiedere “scusi, lei vuole fare una rapina?”.

  5. Siccome sono stato presidente di seggio, faccio alcune precisazioni:
    – i carabinieri per legge non possono entrare nei seggi, salvo gravi motivi di ordine pubblico, ma hanno il compito di sorvegliare l’edificio dove si trovano i seggi.
    – i membri del seggio non hanno alcun potere di effettuare perquisizioni.
    – non solo: se per caso avessi detto a qualcuno “ho avuto l’impressione che abbia fotografato la scheda”, mi avrebbe potuto denunciare per aver “spiato” il suo voto.
    – a parte l’applicabilità, vorrei sottolineare anche che è stato introdotto il “registro di presa in carico” dei telefoni cellulari e simili, da compilare quando qualcuno ci consegnava il cellulare. Come se non ci fossero abbastanza carte da fare.

    In sostanza: sono d’accordo anch’io che è una legge con le migliori intenzioni ma totalmente inutile.

    Ciao,
    Roberto

    PS: complimenti per il blog!

  6. Siccome sono stato presidente di seggio, faccio alcune precisazioni:
    – i carabinieri per legge non possono entrare nei seggi, salvo gravi motivi di ordine pubblico, ma hanno il compito di sorvegliare l’edificio dove si trovano i seggi.
    – i membri del seggio non hanno alcun potere di effettuare perquisizioni.
    – non solo: se per caso avessi detto a qualcuno “ho avuto l’impressione che abbia fotografato la scheda”, mi avrebbe potuto denunciare per aver “spiato” il suo voto.
    – a parte l’applicabilità, vorrei sottolineare anche che è stato introdotto il “registro di presa in carico” dei telefoni cellulari e simili, da compilare quando qualcuno ci consegnava il cellulare. Come se non ci fossero abbastanza carte da fare.

    In sostanza: sono d’accordo anch’io che è una legge con le migliori intenzioni ma totalmente inutile.

    Ciao,
    Roberto

    PS: complimenti per il blog!

  7. Infatti si dovrebbe dare il potere ai carabinieri di perquisire all’ingresso dell’edificio, l’ingresso dovrebbe essere unico per ogni gruppo di seggi. In sostanza non ci sarebbero nè più costi nè più personale.
    Mi chiedo inoltre come abbiano fatto a denunciare 2 persone che sono state accusate di fare foto col telefonino al voto se i commissari non possono entrare…
    Mah!

  8. Infatti si dovrebbe dare il potere ai carabinieri di perquisire all’ingresso dell’edificio, l’ingresso dovrebbe essere unico per ogni gruppo di seggi. In sostanza non ci sarebbero nè più costi nè più personale.
    Mi chiedo inoltre come abbiano fatto a denunciare 2 persone che sono state accusate di fare foto col telefonino al voto se i commissari non possono entrare…
    Mah!

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