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Un prestito è un’ottima cosa se lo si sa (e lo si può) gestire, ma può causare grossi guai se se ne abusa, se si va oltre le proprie possibilità. Che poi è in estrema sintesi la causa scatenante delle vicissitudini attuali del mondo finanziario.
Non si deve mai dimenticare che chiedere un prestito vuol dire anticipare il consumo nel tempo: invece che avere il “capitale” avanti del tempo effettuo un operazione (che ha dei costi) per averlo a disposizione oggi. Ma questo vuol dire toglierlo al “futuro”. Non è un qualcosa “in più”, piuttosto un anticipo sulla nostra “ricchezza futura”.

Insisto su questo concetto che non è neppure particolarmente sofisticato, perché in realtà molte volte non lo si ha così chiaro, quando si acquista un qualcosa a rate o si richiede un prestito, e si finisce con il non considerare adeguatamente l’effetto che avranno le rate sulla nostra “capacità economica”. Anche perché poi sono in molti a lasciarsi abbagliare dalle rate “minime” (le famose rate “a partire da…”) senza considerare il piano di rimborso complessivo.

In Italia in realtà si tratta di un problema relativamente ridotto, basti pensare allo scarso utilizzo di carte di credito negli acquisti, ma in USA parlare di abuso del credito è tutt’altro che esagerato, con una relativa “normalità” nel non riuscire poi a rimborsare i prestiti (perché poi, alla fine di questo si tratta). Basta anche solo pensare a quante volte nei film americani di vedere scene in cui viene bloccata la carta di credito del protagonista: “blocchi” per insolvenza che nel nostro paese sono decisamente rari, anche perché da noi, nella maggior parte dei casi il pagamento viene solo posticipato al mese successivo, e non rateizzato.

In USA invece è quasi una novità il fatto che si inizi a consigliare “se comprate qualcosa con carta di credito o a rate, ricordatevi che comunque dovete pagarlo“.

Vale la pena quindi ricordare alcuni rischi (economici ma anche sociali) nel ricorso sistematico al credito, rischi di cui in USA ci si sta rendendo conto solo ora.

  • Gli interessi sono in genere piuttosto elevati, quindi se non ci si può permettere un acquisto senza pagarlo a rate, bisogna riflettere bene se sia il caso di aggiungere al prezzo del prodotto, già per noi elevato, il costo degli interessi;
  • Pagare a rate spesso incentiva a spendere di più, e si acquistano beni più costosi: ad esempio, invece che comprare un prodotto da 1.000 Euro, se ne sceglie uno da 1.200;
  • Se ci sono difficoltà di pagamento, o ritardi, spesso gli interessi possono aumentare ulteriormente: non va dimenticato che difficoltà o ritardi nel rimborso possono sorgere per i motivi più vari e imprevedibili; da questo punto di vista, è sempre fondamentale – come al solito – leggere bene le condizioni contrattuali quando si utilizza un prestito (o si ricorre al finanziamento con carta di credito), per evitare brutte sorprese;
  • Se ci sono problemi nel rimborso e si finisce nei “cattivi pagatori” si possono avere difficoltà ad ottenere prestiti per acquisti più importanti (ad esempio, un mutuo per la casa); tra l’altro in USA può anche compromettere la ricerca di un lavoro, dato che i datori di lavoro possono effettuare verifiche sul “rating” personale di affidabilità nel credito, e spesso evitano di assumere chi ha un “credit score” ridotto;
  • Può essere sintomo di una scarsa auto-pianificazione finanziaria, che nel peggiore dei casi può portare alla bancarotta, ma nel migliore comunque sottrae risorse che potevano essere dedicate a acquisti più significiativi;
  • E’ comunque una forma di mancanza di auto-disciplina, che nella vita sarebbe sempre bene esercitare (dato che torna utile nei campi più vari, alla fin fine è come non esagerare a tavola);
  • Difficolà finanziarie possono avere effetti negativi sui rapporti di amicizia e familiari (del resto, le difficoltà finanziarie sono il primo motivo per cui le coppie litigano), oltre che a livello di stress personale.

Insomma, in Italia in generale l’abuso del ricorso al credito personale è un fenomeno estremamente più contenuto che in USA (del resto, questa diffusione spiega anche la dimensione del fenomeno “subprime” nel paese americano), ma credo che non faccia male ripeterlo anche da noi: il credito è una cosa molto utile ma va gestita bene, senza dimenticare che i soldi che ci vengono prestati sono un “anticipo” e non un “regalo”.

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