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Le borse hanno segnato pesanti perdite nonostante il taglio a sorpresa dei tassi da parte della Fed, trascinate al ribasso dalla crisi di Bear Stearns, una delle banche d’affari più esposte sul fronte dei mutui subprime. Per la verità, la crisi di Bear Stearns non giunge inattesa, anzi, si tratta di una crisi in corso da diversi mesi.
Ma la vera paura riguarda probabilmente la salute di Lehman Brothers, che è il principale erogatore di mutui e di “Commercial Paper” in USA. Questa posizione mette la banca d’affari in una situazione molto difficile, ed in effetti – un po’ sotto silenzio – Lehman Brothers ha ricevuto il 14 marzo un prestito (non garantito) di due miliardi di dollari da un gruppo di quaranta banche (in uno “sforzo” guidato principalmente da JPMorgan e Citigroup). Lehman ha cercato di tranquillizzare gli investitori spiegando che il prestito va a sostituire una linea di credito precedente.

Se non sono certo rose e fiori, va anche detto Lehman Brothers probabilmente può sperare di limitare i danni rispetto a Bear Stearns, grazie a due sostanziali differenze. Innanzi tutto, per quanto Lehman sia in difficoltà come liquidità, soprattutto se confrontata con la media del settore, rispetto a Bear Stearns sembra aver imparato la lezione delle crisi di liquidità di fine anni novanta, e fa meno affidamento sul finanziamento a breve termine. Inoltre, altro aspetto da non sottovalutare, nell’ultimo trimestre del 2007 Lehman aveva il 60% dei ricavi di provenienza esterna agli USA, e quindi risente in modo minore della crisi americana. Non solo: con il dollaro in picchiata, questi profitti “esteri” possono (tradotti in valuta americana) aumentare ancora.

Vedremo se Lehman ce la farà a stare in piedi con le sue gambe, oppure se questi elementi non saranno sufficienti.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. N.b. domenica il tasso tagliato era il «discount rate», il tasso per prestiti tra le banche. Non era il «Fed Funds Rate», il tasso a cui si riferisce di solito quando si parla dei tassi d’interesse.

  2. N.b. domenica il tasso tagliato era il «discount rate», il tasso per prestiti tra le banche. Non era il «Fed Funds Rate», il tasso a cui si riferisce di solito quando si parla dei tassi d’interesse.

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