Il (non) significato delle statistiche: l'esempio delle vendite di Fiat

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In questi giorni su molti giornali trovate notizie sulla “crisi” di Fiat, che ha visto una flessione delle vendite di circa l’8%. È un occasione per riflettere sul significato e sull’uso delle statistiche, che spesso se non distorcono la realtà, quantomeno la descrivono in modo incompleto: e questo non avviene spesso quando si parla di dati di vendita, ma anche di dati finanziari in generale (soprattutto macroeconomici).

Personalmente, trovo che l’uso delle percentuali, per quanto molto amate in economia e finanza, sia spesso “pericoloso” se non confrontato con i valori assoluti. Oppure, se volete, con i dati “storici”, il che di fatto è la stessa cosa. E non è un caso che la regola numero uno quando si valuta un investimento, ad esempio in fondi, azioni o ETF, sia quella di verificare lo storico.

Tornando al caso di Fiat che ci fa da esempio, dire che le vendite a febbraio 2008 sono hanno segnato -8% rispetto a febbraio 2007 non vuol dire assolutamente nulla, se non si aggiunge che nel 2007 le vendite di Fiat erano il 10,6% in più del 2006, e quindi un calo (anche sostanziale) è quasi fisiologico, tanto più che secondo molti il 2007 è stato un anno “drogato”, per il mercato auto, dalle continue voci sulla fine degli “eco-incentivi”, che hanno spinto molti a anticipare l’acquisto di una nuova auto (e non a comprarne una in più rispetto a quella che volevano comprare poi…).

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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